Una delle cose che odio di più al mondo è dover dipendere da qualcun altro per qualsiasi motivo.
O meglio: odio chiedere favori di qualunque tipo e penso sempre che sia meglio se me la sbroglio da sola, qualunque sia il compito richiesto. C’è un problema di alta finanza e io e la matematica siamo due rette parallele? Nessun problema, cerco su google e qualcosa capirò! Devo trasportare un mobile/oggetto più grosso di me da punto A a punto B? Un tappeto sotto, due vertebre in meno e voilà! Cosa vuoi che sia?
Va da sé che, se posso (e guarda caso posso nel 90% dei casi) io non delego. Perché se delego poi non viene esattamente come lo vorrei io, perché poi magari lo devo rifare o dobbiamo rivedere delle cose e, insomma, tanto vale che lo faccia io, no? (Scusate, sono della Vergine!)
E se ci fosse qualcosa che devi assolutamente delegare? In quel caso tendo ad ignorarla finché non si risolve da sola, o diventa super urgente e io, al suono di frusta della mia autoflagellazione, corro a risolverla nel minor tempo possibile.
Purtroppo per me, il primo comandamento del manuale di sopravvivenza per genitori prevede di delegare. Ai nonni, alla baby sitter, agli zii e a qualunque angelo sia disponibile ad aiutarti in quel momento; quindi sono quasi sette mesi di borbottii e lacerazioni interiori ogni volta che devo chiedere a Suocera o Suocero di badare a pupa. (che per fortuna avviene poche volte)
Non perché io sia in cattivi rapporti con i Suoceri, anzi! Sono molto carini e spesso disponibili, al netto della loro vita personale e di tutte le organizzazioni presso cui fanno volontariato (ho smesso di contarle). Insomma, sembrerebbe che a loro, come ai miei genitori, si possa delegare senza problemi o patemi.
Ci ho messo quasi sette mesi a capire che l’unica a perderci al non delegare nulla sono io: non ci sono medaglie per l’auto abnegazione, o coppe per essere riusciti a fare tutti da soli. Solo tanta, tanta solitudine e rischio per la propria salute mentale. Una rete familiare di supporto di cui ci si può fidare è una fortuna, e non usarla in caso di bisogno è un offesa nei confronti di chi non ha questo privilegio

Lascia un commento