Appartengo a quella generazione per cui Harry Potter è molto più di un libro. Harry Potter per me è la casa in montagna della mia seconda media, sono io che leggo il primo libro sotto il piumone mentre fuori nevica, è il Natale della terza media dove ho ricevuto il primo videogioco della saga per la Playstation 1, ma anche il periodo del liceo, e le amicizie che mi hanno accompagnato fin’ora. Sono le estati ad aspettare trepidante che uscisse la copia in italiano, con mio padre che scaricava le traduzioni leakate dal computer in ufficio, dandomi così la possibilità di leggere il sesto libro in anteprima, seppur in qualità pessima. Sono i pomeriggi passati al Cinema in via Po, a vedere il primo spettacolo del primo giorno di proiezione appena uscivano i film, e tutte le fan art e le fan fiction che ho scritto per le mie amiche di quegli anni. Insomma, per me è tanta roba.

Quando mi piace così tanto tendo però a non voler vedere oltre al canon, oltre a ciò che ha prodotto l’autrice ma, ad un certo punto, le personcine carine che ho conosciuto in questi ultimi mesi su Tortellini Chiaccherini (non è un gruppo telegram, è un istigazione a delinquere quello!)mi hanno consigliato di leggere “All the Young Dudes” fanfiction pubblicata su Ao3 che tratta l’intera storia dei Malandrini, dai primi anni ad Hogwarts negli anni ’70 fino all’Ordine della Fenice, quindi fino al quinto libro di Harry Potter. Una sorta di prequel dei libri, insomma.

Piccolo ripasso: i Malandrini non sono altri che James Potter, il padre di Harry, e i suoi amici: Sirius Black, Remus Lupin e Peter Minus. Nel terzo libro veniamo a sapere da Remus Lupin, che il motivo della morte di James e Lyly è il tradimento da parte di Sirius, suo migliore amico e padrino di Harry, che ha rivelato a Voldemort dove si stavano nascondendo lui e la moglie. Le cose non sono ovviamente andate cosi, e in realtà il traditore era Peter Minus, scelto all’ultimo momento come Custode Segreto dai Potter, ma la sua fuga alla fine del terzo libro renderà impossibile scagionarlo e Sirius morirà alla fine dell’Ordine della Fenice, colpito dalla cugina Bellatrix da una maledizione , senza aver mai davvero superato ciò che è successo a James e continuando a rivedere il suo amico in Harry (ma state tranquilli che su Ao3 è già in corso il salvataggio).

“All the young dudes” quindi: con una lunghezza paragonabile a circa tre libri, in cui troviamo ma proprio TUTTO il mondo di Harry Potter e anche di più (Sirius/Remus slow burn -occhiolino occhiolino-). L’autrice, a cui saremo sempre grati, ha fatto veramente un lavorone, andando a ricercare riferimenti, citazioni e tutto ciò che abbiamo amato nei libri canonici, e ci ha spolverato sopra una colonna sonora spettacolare con David Bowie e il meglio del rock del periodo che è impossibile smettere di ascoltare. Se aggiungete che scrive con uno stile estremamente godibile e scorrevole, senza cadere nel didascalico e caratterizzando molto bene i personaggi, capite bene perché sono entrata nel tunnel.

Ma non è solo questo che rende meritevole leggere questa fic: se i libri di Harry Potter, infatti, si fermano alla fine della Guerra e non ci mostra il dopo, ATYD va a mostrarci la solitudine dei sopravvissuti, la disperazione di essere stati traditi dalla persona più importante per te è come ci si rimette in piedi, dopo una botta del genere.

A questo l’autrice aggiunge le tematiche che in Harry Potter forse passano un poco sotto tono: tutta la fic, infatti, è vista dal pov di Remus, un’escluso tra gli esclusi. Lupo mannaro (il che è un’ottima metafora per affrontare il tema della disabilità e come viene vista nella società contemporanea), dislessico che riesce a leggere grazie ad un incantesimo insegnatogli da Sirius (❤️) in questa fic Remus cresce in un orfanotrofio babbano, dopo il suicidio del padre e l’abbandono da parte della madre post morso. Come se non bastasse, Remus è Gay, (vi ricordo che nei film lui e Sirius dovevano comportarsi come una vecchia coppia sposata ❤️❤️❤️) quindi al pacchetto aggiungiamo anche il rapporto del mondo con le persone omosessuali negli anni ‘70.

Potrebbe sembrare tanto, lo so, ma in realtà è tutto ben sviluppato e armonioso, e rende il mondo dei maghi ancora più concreto, con tutti i suoi difetti e contraddizioni.

Menzione d’onore per il personaggio di Grant, Babbano, amico/compagno di Remus a seconda del periodo che è forse il personaggio più bello di tutta la fic: la sua crescita, la voglia di miglioramento e l’amore che riesce ad avere per Remus, tanto da “lasciarlo libero” alla fine sono la vera magia e mostrano tutti gli altri personaggi in una nuova prospettiva, che forse al liceo non avrei mai compreso fino in fondo.

Perché con Harry Potter è così: inizi a leggerlo a sedici anni e pensi “quanto vorrei vivere con Sirius”, lo riprendi in mano a trenta ed è subito un “Santo cielo, per fortuna che non è successo.” Perché gli adulti, nei sette libri della saga originale, non lo sono mai per davvero e anche su questo aspetto ATYD non sbaglia il colpo.

Pur regalandoci il dopo, infatti, il lieto fine è ben lontano per i nostri personaggi del cuore: Sirius è ancora perso nei fantasmi del passato, nella sua rabbia, e nella nostalgia per James, il fratello che si è scelto, Remus è forse più affidabile tra i due, ma anche lui non riesce del tutto a liberarsi dai suoi fantasmi, e la stessa sorte tocca Severus Piton, che maltratta i suoi stessi studenti solo perché a lui è toccato lo stesso trattamento in passato(e qui, quanti di noi hanno avuto un insegnante come Severus?). Restano i Weasley, la famiglia che Harry sceglie, come Sirius aveva scelto i Potter, e la McGranitt, l’insegnante che tutti meriteremmo ma, ahimé, nella scuola italiana abbiamo sempre più Severus e meno Minerve.

Intervallo per asciugatura lacrime sui ricordi del liceo, scusate.

Ed è in questo contesto di adulti bambini che arriva il colpo di genio, con Grant, che ricoprirà il ruolo di “salvatore” di Remus, pur senza cavallo bianco e con tutte le sue fragilità e la sua umanità, fatta anche di sbagli. Nel momento del bisogno, però, ci sarà per lui, per tirarlo fuori dai suoi abissi di lutto e di alcolismo, ad insegnargli che se non siamo noi i primi ad amarci, a rispettarci nessuno potrà farlo al posto nostro.

“No one owes you a happy life.” Remus mournfully parroted Matron’s old adage as they swayed down the hall together. “No,” Grant huffed, setting him into bed. He looked down at Remus pityingly, “But you owe yourself one, love.”

Per concludere, posso solo dire che ATYD ha tutto ciò che mi piaceva di Harry Potter quando avevo sedici anni e ha tutto ciò che cerco nei libri ora che ne ho trenta (circa, dai) , e l’epilogo finale che se avete letto Harry Potter sapete bene come finisce, con Remus e Sirius insieme a combattere contro il male , è la conferma che possiamo continuare a sognare, anche nella nostra vita di adulti.

Bonus: come sia possibile che Netflix non ne abbia ancora ricavato una serie tv, togliendo solo i riferimenti al mondo di Potter e lasciando tutto il resto io non me lo spiego. Però forse è meglio così, almeno possiamo continuare a sognare.

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