Come forse già sapete, la figura della Strega è tra le mie preferite, sia nel mondo fantasy, sia nel folklore nazionale e non. Sono però ancora tantissime le cose che non so, quindi cerco sempre nuove cose da leggere sul tema perché è talmente vasto che non basterebbe una vita per esplorarlo tutto.

Si possono scoprire tante cose dai racconti sulle streghe, specialmente se li mettiamo in relazione alla figura della donna e a come veniva trattata nelle diverse epoche.

Donne sapienti, vecchie bizzarre o bellissime giovani che ballano nude sotto il pallido plenilunio: le interpretazioni sono mille e forse è proprio questo che mi attirato verso “Streghe di Italia” – raccolta di racconti edita da nati per scrivere che, attraverso quattordici storie, ci porta a spasso per l’Italia e la varietà di streghe che popolano (o popolavano?) il nostro paese.

Come sempre capita con questa tipologia di libri, alcuni racconti mi sono piaciuti più di altri: “Tieni accesso il lume”, ad esempio, è tra i miei preferiti, sia per la prosa asciutta sia per il clima di tensione che restituisce.

Anche il racconto sulle Dispas, le streghe dell’Antica Roma, mi é piaciuto molto, perché tendo sempre a pensare alle streghe in relazione al cristianesimo e trovarmele nel mondo antico, rappresentate in quel modo mi ha sorpreso molto, tanto che vorrei approfondire di più questo tema.

Una piccola menzione per le Masche, le streghe della mia Regione: non sono cresciuta in campagna e il Piemonte, o forse solo la mia famiglia, mi é sempre sembrato povero di sovrannaturale quindi sono felice che più approfondisco l’argomento più scopro che non è così.

Se posso fare una piccola critica a questo volume é che trovato poco “gioco” sul tema della strega tradizionale: è difficile che i racconti si distacchino dalla tradizione, andando a rielaborare il tema per presentarcelo sotto una luce diversa e questo, a mio parere, rischia di rendere il tutto un poco ripetitivo seppur con le dovute differenze regionali tra le streghe e di stile di scrittura dei diversi autorə presenti nel volume. Personalmente, quando mi approccio alle raccolte di racconti mi piace scoprire tutte le possibili variazioni sul tema proposto, cosa che qui a mio parere si perde perché è un riprendere ciò che già si conosce e ri-trasmetterlo, più che mostrarlo sotto una lente nuova. Questo però è il mio personale che non va a intaccare la raccolta che rimane molto godibile.

Bonus: alla fine è presente un piccolo glossario stregonesco per ripassare i termini più ostici e scoprire nuove cose sulle streghe.

Se vi piacciono i racconti di streghe e tutto ciò ad esso collegato ve lo consiglio anche solo per scoprire che no, non vivevano (o vivono?) solo a Salem.

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