Se mi seguite su Instagram potreste aver notato nelle mie stories una lievissima preferenza per questa duologia, che finalmente è giunta al termine. (finalmente = meno di sei mesi, ma sappiamo che quando attendi qualcosa con ansia il tempo è relativo).
Avevo già parlato di Engaged 1 qui, e sono felice di dire che le mie aspettative per il secondo libro sono state più che confermate. Beppe Roncari compie un vero e proprio atto d’amore nei confronti di uno dei libri più odiati dagli studenti e continua la sua reinterpretazione in chiave fantasy, facendomi (quasi) venire voglia di rileggere il Promessi Sposi originale.
“Il Segreto di Lucia” riprende la storia da dove avevamo lasciato la coppia d’oro: Lucia è entrata in monastero, mettendosi sotto la protezione della Monaca di Monza, mentre Renzo dovrebbe andarsi a ritirarsi buono buono a Milano. Nella prima parte del libro viene approfondita meglio la figura della Monaca di Monza, come già aveva fatto Manzoni, regalandoci un personaggio realmente grigio, tormentato e incantevole come solo i personaggi di questo tipo sanno fare quando vengono scritti così bene.
Mano a mano che la storia procede la nostra Lucia dovrà compiere le sue scelte per riuscire a ottenere ciò che vuole: la sua evoluzione non è per nulla scontata ed è una bellissima rappresentazione di un personaggio femminile, piena di comprensibili dubbi, con le sue difficoltà e che nonostante tutto procede sulla strada che ritiene giusta, con la sua testardaggine che mi era piaciuta così tanto nel primo libro.
Se Manzoni ci aveva infatti dato una sorta di Mary Sue, Beppe ci mostra il suo lato umano, sbagli – o cavolate – incluse. (tipo ricacciarsi nei casini neanche 24h dopo esserne stata tirata fuori a fatica da un intervento sovrannaturale)
Non mancano gli elementi fantasy, ovviamente: è parte integrante e fondamentale della trama, e nel secondo libro scopriamo molto di più sul sistema magico, con diversi spunti che provengono direttamente dal folklore italiano mischiati alle credenze del Seicento, di cui anche Manzoni ci aveva parlato nei capitoli dedicati alla peste.
Mano a mano che la trama procede, tutti i personaggi originali dei Promessi Sposi faranno la loro comparsa, mischiandosi agli esseri sovrannaturali. Le vibes alla Good Omens ci sono, è impossibile non pensarci, ma non aspettatevi una mera copia in salsa italiana: Engaged 2 è un prodotto a sé, originale, frutto di tantissime ricerche e di un lavoro pazzesco e si merita tutto il nostro amore.
E Rodrigo, con cui vi ho annoiato tanto, urbi et orbi, tra stories e DM ? Rodrigo c’è e continua la sua crescita personale, confermandosi una volta per tutte il mio personaggio preferito nel suo essere una figura tragica, vittima del suo tempo e della famiglia, che vede nei sentimenti una debolezza e conferisce importanza solo all’onore e alla cattiveria. Povero amore mio, meno male che Beppe ci ha regalato una gioia. (FILTRO ANTI SPOILER ON!)
Dicono che scrivere il secondo libro è più difficile che scrivere il primo, perché giustamente devi mantenere le aspettative che hai creato e cercare di non mandare in vacca tutto ciò che di buono hai scritto. Beppe Roncari ci riesce perfettamente, ma non avevo dubbi: quando ami qualcosa con la stessa passione che ha lui per Manzoni e la letteratura, il risultato non può che essere ottimale. Molto probabilmente se avessi letto questo libro a sedici/diciassette anni avrei apprezzato molto più il buon Lisander, ma in fondo non è mai troppo tardi, giusto? (No, non lo rileggo i Promessi Sposi, scusa Beppe)
Io non posso fare a meno di consigliarvi entrambi libri (le copertine messe vicine sono bellissime) e se riuscite andate a una delle tante presentazioni che sta facendo Beppe in questo periodo, non ve ne pentirete! Lo trovate qui se volete annoiarlo come faccio io su instagram!
Se fosse una canzone:
Savage Daughter, in omaggio alla crescita di Lucia e a tutte le donne che si rifiutano di essere solo ciò che gli uomini ordinano loro di essere in questo volume.
Se cerchi qualcosa di simile, ti consiglio: Non credo ci sia nulla di paragonabile pubblicato in Italia, a livello di retelling intendo, ma sono pronta a smentirmi. Detto questo, se volete un fantasy storico c’è solo un capitano ed è “Jonathan Strange & il signor Norrell” scritto da Susanna Clarke, che non smetterò di amare e difendere da ogni tipo di critica.
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