Era da qualche tempo che sentivo la mancanza di un bel High fantasy, devo ammettere. Con tanti personaggi, “i cavalier, l’arme e gli amori” per citare uno bravo, anche se in questo caso gli amori non ci sono.
Sono quindi molto felice di parlarvi della Regina Cremisi scritto da Alec Hutson che ho letto in collaborazione con Lettere Elettriche e che ho apprezzato particolarmente, danni collaterali emozionali inclusi.
La trama, che trovate anche qui sul sito dell’editore, parte da un’idea tutto sommato semplice: il mondo è stato sconvolto da cataclismi magici nel passato e ora sembra che questa magia così potente stia scomparendo. Come spesso accade, in realtà sembra che stia solo prendendo la rincorsa verso una nuova era perché ai margini del mondo , in un villaggio di pescatori, un ragazzo scopre la sua magia, ed è ben più potente di quanto si aspettava. Oltre a questo diverse cose, tutte collegate tra loro da una ragnatela, accadono in questo modo : l’avvento di una Regina (la Regina Cremisi, appunto) giovane ma già una maga potente, e il furto (o forse una liberazione) di un qualcosa di molto potente che potrebbe cambiare le sorti del mondo. A tutto questo uniamo una buona dose di complotti e di tele di ragno che non guastano mai ed il piatto è servito.
Questo libro mi ha ricordato, in senso buono, tanti altri bei libri o serie tv dello stesso genere che ho amato in passato: ho ritrovato tracce di Game of Thrones (scusa Francesco) e della ruota del tempo, ma senza esagerare, quasi delle note di fondo a dar più colore al tutto. Mi sono piaciuti molto i personaggi, perché ognuno ha la sua voce ben chiara da subito, sono facilmente identificabili e qualcuno si è anche guadagnato un posticino nel mio cuore. Ci sono stati sicuramente dei passaggi che ho trovato poco chiari, in queste seicento e passa pagine di libro, ma nel complesso non hanno rovinato la lettura lasciandomi anzi con la voglia di scoprirne di più nel prossimo volume.
Come già era successo con Cuore di Ossidiana, di cui vi ho parlato qualche tempo fa, anche in questo caso l’edizione è curatissima: personaggi, glossario del mondo e intervista all’autore si trovano in coda al libro a cui si aggiunge una cosuccia che non vi spoilero ma che ho apprezzato particolarmente, perché non mi aspettavo di trovare.
La traduzione italiana è a cura di Francesco Vitellini e dal mio personalissimo punto di vista (cioè di una persona il cui livello di inglese si aggira su the cat is on the table) scorre bene, rendendo il tutto molto fluido e restituendoci sì l’idea di mondi lontani ma senza renderli troppo artificiosi.
Insomma, se sentite la mancanza di un High fantasy ben scritto, che rientra nel canone ma che ha comunque una sua dose di freschezza senza voler per forza reinventare la ruota, dategli una chance, non ve ne pentirete sicuramente!
Se ti è piaciuto questo, consiglio la lettura del primo libro delle Cronache del Ghiaccio e del fuoco che a me personalmente era piaciuto un sacco anche solo come stand-alone quando lo scoprii in biblioteca per la prima volta. (scusa Francesco, e siamo a due!)
Se questo libro fosse una canzone: una ballata epica che vedrei bene cantata da Jan nelle taverne lungo il suo cammino.
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