Sono giorni difficilotti, questi. La voglia di parlare di cose futili è sempre presente, come la voglia di parlare di cose più serie che, diamine, qui le cose vanno a rotoli e sarà pure il caso di dire qualcosa, no?
Onestamente non so cosa sia giusto fare, se rimanere nella propria bolla o provare a sfondarla, in barba a tutti gli algoritmi. Però ho letto libri, ne leggo tanti alla minorenne di casa, qui parlo di libri? quindi perché non usare questo mezzo per provare a dare la propria opinione? Che poi vada dove deve andare, ecco.
La principessa Ribelle, libro illustrato per bambini di Anna Kemp e Sara Olgivie edito da Nord-Sud Edizioni, ci racconta la storia di Carlotta che vive in una torre solitaria aspettando il suo principe.
Come da tradizione, un bel giorno il principe arriva e la porta via dalla torre: Carlotta pensa che sarà l’inizio di una bella avventura ma ahimè, passa da un castello all’altro. L’unica cosa che non cambia è la sua solitudine, perché il principe le dice di accontentarsi, di starsene buona a provare ai cappellini e di non disturbare, che non ha altro da offrirle che quella torre dorata. Ma la nostra principessa ha in mente tutt’altro e dopo aver stretto un’alleanza con un improbabile drago anche lui prigioniero al castello, fa saltare in aria la torre e prende a girare il mondo e a partecipare ai tornei e alle giostre in groppa al suo nuovo amico sputa fuoco. Non senza aver dato una bella lezione al principe che, ovviamente, voleva impedirglielo.
I disegni sono adorabili e molto espressivi: noi lo leggiamo anche se ha solo due anni, quindi secondo me va benissimo anche per i più piccolini.
Ho amato tutto di questo libro: Carlotta bacia per prima il principe quando arriva a salvarla, la sua intraprendenza e l’amicizia con il drago…se però devo trovargli un difetto é che la parola ribelle viene usata troppo spesso: perché dovrebbe essere normale voler cambiare le situazioni che non ci piacciono, che sia un partner o un lavoro, senza aver timore delle conseguenze e il voler vivere la propria vita come e quando lo si sceglie andrebbe considerato come un atto dovuto, anche per le principesse, e non una ribellione.
Capisco però perché é stato scelto questo titolo e ripeto, per me è un ottimo libro che spiega bene l’attualità anche ai più piccoli, visto che si parla tanto di educazione affettiva. É un ottimo punto di partenza per una discussione proficua, sull’amore,il possesso e l’appartenenza e non é mai troppo presto per iniziare.
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