Prima di iniziare a parlarvi di questo libro è doveroso informarvi che è una copia ARC, quindi avuta in collaborazione (=gratis). Il che non mi ha impedito di scrivere all’autrice per comprare una copia con copertina rigida e credo praticamente tutti i gadget che ha prodotto per questo libro: sono vittima del marketing e di facile entusiasmi, motivo per cui il mio conto in banca non sarà mai pieno. Pazienza, ci sono dei comodissimi ponti dove andare a dormire quando avrò impegnato la casa per una rigida limited edition.
COMUNQUE: A case of time and tubs, indipendente o indie (‘nzomma autopubblicato) , a cura di Haister Liszt (Autore), Giulia Adragna (Illustratore), Alessia Casali (Illustratore), è facilmente reperibile in formato ebook o cartaceo su Amazon a questo link. Voi ordinatelo, che intanto io vi spiego il perché.
Il libro salta tra la nostra Terra e i pianeti dell’Unione, dove Clarisse, recluta del Corpo Operativo della Stella Cadente, si ritrova a dover risolvere un caso di omicidio per essere promossa. Peccato che altre due reclute abbiano già fallito prima di lei, una vasca da bagno appaia dal nulla con al suo interno Thomas, un ragazzo terrestre e il suo supervisore Cybor Bastet, sembra saperne decisamente di più di quel che dice. Un classico insomma. Se aggiungete che una delle reclute scomparse è Morgan, ex compagna di stanza di Clarisse e per cui provava del tenero, direi che la situazione è tutto meno che rosea.
Ammetto che nelle prime pagine l’impressione è stata un attimo di spaesamento, ma passa in fretta e, cosa ancora più importante, è funzionale ai fini della trama. Trama che, come dicevo, salta tra due mondi: sulla terra seguiamo Thomas, il suo passato/presente/ futuro (il tempo è una cosa relativa, e vorrei evitarvi il più possibile gli spoiler) mentre nel pianeta dell’Unione conosceremo Sobek e Bastet, i cybor (aka i miei personaggi preferiti), Clarisse, Morgan e…Thomas! Si perché il nostro ragazzo terrestre sembra far parte del mistero, in modi che non vi sto qui a dire ma che hanno a che fare con improbabili viaggi. In tutti i senti oserei dire.
Nel titolo vi ho parlato di steampunk: ambientazione e tecnologia ricordano moltissimo questa estetica, ma ciò che lo rende veramente attinente a questo genere per me è la critica al sistema che scivola sia nei capitoli dedicati alla Terra, sia ai capitoli ambientati nell’Unione. Perché i cavalli a vapore sono bellissimi e li ho amati subito, ma senza l’elemento punk, inteso come critica, come andare contro alle ingiustizie e al sistema che punta all’uniformità e all’appiattimento, allora rimangono solo bombette e automi in salsa Vittoriana. A case of Time and Tubs, fortunatamente, non si risparmia sotto questo punto di vista, anzi: sono sempre nascoste dietro la trama e non presentate sotto forma di “lezioncina” quindi ancora più gradite.
Una piccola postilla sulla quantità di queernesse (inteso come personaggi queer presenti nel libro presente) di questo libro: si, ci sono molti personaggi queer ma questo non li rende SOLO dei personaggi queer, ecco. Perché, esattamente come dovrebbe essere nella finzione e nella realtà, le nostre preferenze sessuali non costituiscono la nostra personalità ma ne sono una (piccola o grande a nostra scelta) parte di questa.
Ultima cosa ma non per importanza: l’autrice ha messo i TW sul suo profilo. Leggeteli che male non fa!
Trofeo personaggio del cuore : non l’ho messo nella didascalia del reel instagram che ho dedicato a questo libro quindi lo beccate qui. Mangiablatte Sobek, hai tutto il mio amore e sei libero di farne ciò che vuoi.
Se ti è piaciuto questo libro ti consiglio: ”La trilogia Steampunk” di Paul di Filippo. Per rimanere in tema con androidi, creature strane e altre amenità del genere.
Se questo libro fosse una canzone: The first cut is the deepest nella versione di PP Arnold. Cioè questa, perché è molto più di ciò che sembra. Come questo libro
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