Con consapevole ritardo, ho letto il mio primo manga delle CLAMP.

Grazie al post di Too Old for Manga, che mi ha fatto conoscere anche questo bellissimo podcast a cura di Nonilclassicoshojo e Shoseidom ,ho deciso di affrontare questo collettivo di donne crudeli e senza cuore autrici su cui ammetto avevo enormi pregiudizi.

Per della programmazione italiana di Card Capture Sakura, mi aspettavo una roba alla Arale, che guardavamo tutti al pomeriggio su Italia uno: mai affermazione fu più sbagliata, e vale per l’intera produzione delle CLAMP. A dimostrazione che si può essere una ragazza ed essere comunque vittima del pregiudizio sulle “cose da ragazze” o fatte da.

Quindi, con il capo coperto di cenere, mi appresto a rimediare di corsa. Pubblicato dal 1990 al 1993 in sette volumi, Tokyo Babylon mi ha conquistata con calma, colpendomi quando meno me lo aspettavo. Questo ciò che dice Wikipedia a proposito della trama, che mi permetto di citare perché ottimo e senza spoiler.

I protagonisti, Subaru Sumeragi, sua sorella gemella Hokuto Sumeragi, e il veterinario Seishiro Sakurazuka, sono onmyouji (letteralmente “maestro yin-yang”, anche tradotto come sciamano). La trama implica la protezione di Tokyo e l’allontanamento degli spiriti che la invadono, attraverso l’esorcismo di questi ultimi.

Questo è il manga sulla carta. La realtà però, è molto più complessa.

Metafora vivente del boom economico e dello scoppio della bolla speculativa Giapponese di quegli anni, Tokyo Babylon ha giustamente tra i suoi protagonisti la città di Tokyo, proprio come dice il nome. Una città ben lontana da quello che possiamo idealizzare da qui: la bolla economica, infatti, sta cambiando faccia a cose e persone, e niente sarà più come prima, neanche voi una volta finito questo fumetto.

I diversi episodi che costituiscono la storia hanno questo filo rosso che li accomuna: la difficoltà nel rimanere umani, nel mantenersi in vita nonostante la città faccia di tutto per schiacciarli. Tra la modernità che avanza e si mangia anche i templi, una volta considerati sacri e intoccabili, e un costo della vita sempre più caro che spinge le famiglie sul lastrico, Subaru cerca di fare il suo lavoro senza perdere la sua gentilezza, la sua empatia e disponibilità verso chiunque.

Perché se questo ragazzo ha una qualità è l’essere irrimediabilmente buono, al di là di ogni buon senso viene da dire, vista la quantità di sconosciuti con cui attacca bottone.

Per fortuna, sua sorella Hokuto si occupa di lui quando è troppo preso dai mali degli altri per ricordarsi di sé: gli prepara da mangiare, lo tira su di morale quando il lavoro pretende troppo da lui e lo veste con abiti sgargianti, che facciano risaltare la sua bellezza. Io ho adorato Hokuto: è un personaggio femminista nel vero senso della parola, è allegra e funge da spalla comica ma quando le cose si fanno serie prenderà il carico sulle sue spalle senza lamentarsene. Il mio cuore le apparterrà sempre.

E poi abbiamo Seishiro: veterinario nel quartiere a luci rosse, vi sarà impossibile rimanergli indifferenti.

Nonostante ciò che si possa pensare, questo manga non è un boys love: c’è una parte in cui si parla di amore, certo, ma non aspettatevi nulla di ciò che avete mai letto prima. Tokyo Babylon giocherà con le vostre supposizioni, e ve le restituirà dopo averle masticate.

In soli setti volumi le CLAMP riescono a farci credere tutto e il contrario di tutto: la sfida più grande, per Subaru soprattutto, sarà rimanere umani. Inutile dire che l’opera è piena di trigger warning: sotto la delicatezza dei disegni troviamo infatti storie violenza, su animali, su adulti e bambini, povertà e abusi sessuali. Troviamo odio e cattiveria a nastro, quindi se cercate opere che vi restituiscano la speranza nell’umanità forse non è l’opera giusta per voi…o forse si!

Io vi consiglio comunque di leggerla, e di ascoltare il podcast dedicato! Nel frattempo, mi dedico alla lettura di X, che riprende ciò che abbiamo letto e ci regala nuove sofferenze.

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