Oggi, 28 Aprile 2024 è il Pratchett day. Ovvero, si celebra la nascita del nostro amato Terry Pratchett, dove per “nostro” si intende che vi viene imposto a forza dalla qui presente autrice.

Questa sera vi parlerò di Monstrous Regiment, scritto nel 2003 3 trentunesimo romanzo ambientato nel Mondo Disco e ahimé ancora inedito in Italia. Cercherò di parlarvene senza spoiler, ma qualcosina inevitabilmente potrebbe sfuggire. Come sempre, leggete con moderazione.

Il libro è attribuibile al “ciclo della modernità” quindi a tutti quei libri in cui Ankh-Morpork espande la sua influenza su tutto ciò che le sta intorno, quindi siamo nello stesso periodo in cui è ambientato “Going Postal” per chi ha visto la serie tv. Se non lo avete fatto andate.

A differenza degli altri libri dello stesso ciclo, qui siamo a Borogravia, staterello assolutamente inutile se non per il fatto di essere costantemente in guerra (in questo caso con la Zlobenia), con una concezione della donna che definire medioevale è un insulto per quel periodo storico e avere come “guida-matriarca-pseduo divinità” la Duchessa. A Borogravia tutte le case hanno un ritratto della Duchessa, tutte le persone adorano la Duchessa, in particolar modo l’esercito, l’unica industria del paese.

In questo idilliaco stato troviamo Polly, che insieme al padre gestisce una bella locanda ma che mollerà tutto per un paio di brache o pantaloni quando il fratello Paul risulterà disperso in battaglia. I pantaloni sono sia una metafora, sia una realtà tangibile: Polly, essendo donna, non può indossarli, le è vietato da una delle tante regole assurde (come il non guardare l’azzurro del cielo e molto altro) che costituiscono la religione di Nuggat, il Dio locale. Nel momento in cui vuole arruolarsi per ritrovare Paul, Polly dovrà quindi travestirsi da uomo e muoversi come tale.

Con un calzino nei pantaloni per simulare quello che non c’é, Polly scopre presto che non è l’unica ad aver avuto quella idea: tutte le altre reclute sono donne, compreso un Troll e un Igorina (si, proprio Igor di Frankestein!) e, cosa forse ancora più grave, la loro unità è l’unica a non essere ancora stata catturata dal nemico. Come se questo non bastasse, ai loro ranghi si è unito anche un vampiro obbiettore di coscienza, che ha dirottato la sua dipendenza sul caffè.

A guidare i loro passi, il sergente Jackrum che se avete un minimo di familiarità con Discworld, vi ricorderà immediatamente il vecchio Fred Colon della Guardia Cittadina di Ankh-Morpork mentre a seguirli da lontano ci saranno Sam Vimes e i giornalisti del quotidiano Morporkiano “The Truth” che abbiamo visto nel precedente libro “The Truth!”, appunto. Sono la dimostrazione dell’influenza Morporkiana sul continente, oltre a rendermi felice perché, diciamocelo, ogni occasione è buona per ritrovare Sam Vimes e gli altri.

Tutto il romanzo gioca sui generi, che siano di nascita o a propria scelta, con delle parodie gustosissime di Mulan e Giovanna d’arco. Ovviamente, essendo Terry, non mancano i momenti drammatici e i piantini: il cuore del tutto, infatti, è il sempre e ormai conosciuto discorso che le donne, in quanto nate con il genere femminile, vengono considerate a prescindere buone, brave, materne e incapaci di fare del male ad una mosca. Quante volte abbiamo sentito il discorso “se il mondo fosse delle donne non ci sarebbero le guerre?” io parecchie, e a questo proposito amo ricordare che anche la Tatcher era una donna.

Ciò nonostante, c’è sempre tempo per migliorare, e toccherà al nostro “Reggimento Mostruoso” e a Polly provare a fare qualcosa a proposito, tenendo bene in mente chi è il loro vero nemico.

Ora che vi ho presentato la trama, posso cominciare con le polemiche sulla traduzione: nel libro infatti abbiamo nell’ordine, una coppia lesbica, un intero battaglione “en travesti”, un uomo trans e un personaggio non binario. Se i primi due sono mantenuti invariati nel passaggio tra edizione UK e USA, i guai cominciano con l’uomo trans e il personaggio non binario, perché gli americani, cambiando un semplicissimo pronome da he a she, trasformano l’uomo trans (che è AFAB, ovvero nato di sesso femminile) in una donna en travesti. Ora capite bene, all’interno di una storia così incentrata sul genere, e che gioca così tanto sulle differenze e sugli stereotipi del maschile e femminile, quanto sia importante questo aspetto e come vada a influenzare la nostra lettura.

Stessa cosa per il personaggio non binario: ci confesserà di essere anche lei AFAB, ma nelle ultime righe del romanzo, il suo genere rimane neutro. Questo personaggio é sia She sia He, ma nella versione USA gli viene imposto il femminile, aggiungendo una parola (uniforme femminile mentre nella versione UK è semplicemente uniforme) che ci toglie ogni dubbio, certo, ma anche ogni alone di mistero e incertezza che accompagnano sempre la caratterizzazione di un buon personaggio.

Parlando con chi di traduzione ne capisce molto più di me e anzi lo fa di mestiere, mi è stato fatto notare che nel passaggio tra UK e USA c’è sempre un riadattamento e che il pubblico USA è “più semplice” nel senso che ama meno le sfumature rispetto agli europei. Cosa che capisco, ma mi rifiuto di condividere perché qui si tratta di dare veramente un altra significato. Fun Fact, la cosa non è piaciuta molto neanche a Terry perché ha poi demolito la cosa in un suo romanzo successivo, ma questa è un’altra storia.

Comunque, tra amori saffici, cross-dressing, transessualità, parità di genere e non-bi in questo libro c’è ne abbastanza per far urlare un certo Generale (che casualmente mi ricorda di Generali di Borogravia) che ultimamente è al centro delle cronache. Io ve lo metto qui, poi decidete voi se leggerlo!

Maggio è alle porte, quindi aspettatevi tantissimi altri contenuti a tema Terry e specialmente preparatevi per l’ennesima rilettura di Night Watch. Spiace, non faccio io le regole.

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