Mi sono sempre piaciute le sfide, a maggior ragione se so di poterle vincere. Ora io so fare una cosa sola bene, ed è leggere, quindi tendo a lanciarmi in molte più sfide di lettura di quelle che posso gestire visto che il mio tempo libero non è moltissimo.
Tra quelle che gestisco meglio, c’é sicuramente la sfida di Goodreads: la (forse) più famosa app sui libri consente di settare un obbiettivo di lettura annuale in termini numerici, che io fisso sempre al ribasso qui siamo degli specialisti del volare basso.
Come se non bastasse, l’anno scorso ho scoperto la sfida de “Lo scaffale straboccante” promossa da Le Sbarbine che leggono, che ho portato avanti con grande impegno e che conto di ripetere a partire dal primo settembre: stilare un elenco di trenta libri che ho in casa e ancora mai letto mi ha fatto riflettere su quanto accumuliamo nelle nostre case, spesso solo perché tanti ne parlano o perché ho l’autocontrollo di un pangolino nano.
Sono quasi alla fine dell’elenco, ma gli ultimi titoli in questo momento non mi ispirano per nulla, quindi il mio proposito per il prossimo anno è di mettere in lista solo titoli che voglio davvero, davvero leggere e di liberarmi di tutto ciò che non mi appassiona, anche a costo di lasciare qualcosa a metà. (ERESIA!)
Perché a questo servono in fondo le sfide di lettura, o almeno a me piace usarle in questo: per fare pulizia, per scoprire cose che ho dimenticato o che ho comprato e mi stanno aspettando da troppo tempo. Sono utili per uscire dalla nostra comfort zone, per scoprire nuovi titoli e sfidare anche noi stessi, senza però entrare nel circolo vizioso del “devo” perché la polizia della lettura per fortuna non l’hanno ancora inventata.
E ora scusatemi, ma ho un libro da finire di leggere. Vi auguro buona estate e di non squagliarvi troppo dal caldo, ci leggiamo presto!

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