Per qualche motivo che non mi è ancora ben chiaro, io tra Giugno e Luglio metto il cervello in pausa e procedo con il pilota automatico. Mi piacerebbe essere sempre funzionante in tutti gli aspetti che compongo la mia vita, ma i neuroni sono quelli che sono e ormai sono giunta alla conclusione che no, non è possibile essere sempre attivi su tutto. Credo che delle pause siano anche salutari, perché mi rendo conto che ritorno più serena e con molto più entusiasmo di prima a occuparmi di ciò che, in fondo, altro non è che un hobby improduttivo e che ha l’unico scopo di darmi, appunto, gioia.
Eccoci quindi con un recupero di ciò che ho letto nelle ultime settimane tra piacevoli scoperte e letture un poco meh.
Partiamo dal fronte Danmei: dopo Scum Villain’s Self Saving System ho letto “Ballad of Sword And Wine” di Tang Jiu Qing: ha un intreccio politico molto interessante, la componente fantasy è veramente minima e ci sono un sacco di personaggi. Bonus: è un enemies to lovers, ma anche dei difetti. Al momento è uscito solo il primo libro, ma confidiamo nella 7S per avere presto gli altri. Ormai è stato da me rinominato come “Quello del vino”. Bonus 2: c’è una mappa, visto che l’intreccio politico-geografico è molto importante ai fini della trama, e da lettrice straniera che ha difficoltà anche a trovare la strada di casa sua senza navigatore ho apprezzato molto.
Guardian: scritto da Priest, mia scrittrice di Danmei preferita in assoluto, ha un setting moderno e una componente fantasy molto più spiccata rispetto al titolo sopra. Il 13 di Agosto è uscito il terzo ed ultimo volume e sto usando ogni molecola del mio scarso autocontrollo per trattenermi e non ordinarlo su Amazon adesso, visto che a fine mese sarò a Londra e potrò acquistarlo in libreria. Dal ritmo veloce, ironico e con un gatto, è davvero impossibile non amare questo titolo. Chiaramente, il gatto è il vero eroe della storia.
Per rimanere in tema ho iniziato anche Heaven Official’s Blessing, sempre di Mo Xiang Tong Xiu, e dico iniziato perché sono al terzo libro su otto. Mi fa sempre un poco sorridere scrivere questo perché tutte queste novel in patria nascono come volumi unici e mi chiedo se la mia esperienza di lettrice cambierebbe se avessi un unico tomo davanti a me. Forse non penserei “okay dopo questo faccio pausa e ci inserisco libro X” ma chi lo sa?
Comunque, anche qui la componente fantasy è dominante, ci sono due vecchie zitelle che commentano tutto come farebbe vostra zia che vi vede passeggiare per il paese con il nuovo fidanzatino e c’è un protagonista a cui manca completamente lo spirito di auto-conservazione. Per fortuna che ci sono Fafa e la sua scimitarra.
Rimaniamo in Cina, ma fuori dal mondo Danmei, con il Colore della Felicità: l’autrice è Wei Wei per Edizioni E/O, cinese ma emigrata in Europa dopo la fine degli studi e il libro è stato scritto in francese. È ambientato in Cina, e copre la vita di tre donne andando dall’inizio della Rivoluzione fino ai tempi moderni. Una lettura carina e leggera, ma assolutamente non indispensabile.
Lettura invece indispensabile se amate i gialli e i viaggi nel tempo è il manga “La nave di Teseo”: un ragazzo si ritrova a viaggiare nel tempo, finendo nel villaggio dove anni prima si è compiuta una strage che ha determinato tutta la sua vita e la sua famiglia negli anni successivi. Riuscirà a impedirla? Dieci volumi, editi da Star Comics, so che esiste anche un libro con lo stesso nome ma no, non è la stessa storia.
Tornando in Italia, ho letto “The Frozen Boy” di Guido Sgardoli per Edizioni Paoline, più per toglierlo dalla lista dello scaffale strabordante che altro: la storia parla di un ricercatore, divorziato e il cui figlio è morto da anni, che trova il corpo di un bambino imprigionato nel ghiaccio della base artica in cui sta lavorando. L’uomo era pronto a farla finita con la vita, ma qui ha una sorta di seconda occasione per provare ad essere un uomo e un padre migliore rispetto al passato. Non è scritto male, anzi, ma personalmente non ho sopportato tutto il discorso di “paternità ritrovata” su cui ruota il libro, forse perché mi veniva da insultare il protagonista ad ogni pagina, chi può dirlo.
Cambio completamente genere, perché ormai lo sapete che qui regna il caos, e vi parlo di “Berries And Greed” letto con il GDL mostruoso di Athraxis e Simona MordeScrive. Adorato? Adorato. Una commedia romantica in un universo in cui demiurghi e umani convivono, anche se le coppie miste sono ancora una rarità, e dove i due protagonisti Beryl e Greid si ritrovano per motivi vari a convivere… e succede quel che deve succede. Finalmente un romance esplicito che dice NO al maschio alpha, che parla di uomini timidi e di dinamiche di coppia realistiche (okay, demoni a parte). Il monster fucking non è altro che un modo come un altro per parlare di diversità, di razzismo e insomma funzionerebbe lo stesso se fossero di due etnie diverse, ma volete mettere il bello di avere un demiurgo alto due metri che ama stare in casa a guardare programmi trash infilato in una tuta morbida? Ecco, appunto. Se scoprite un rivenditore di Greid ditemelo, che ne voglio un’esemplare. L’autrice è Lily Maine ed è molto attiva su Instagram, ma soprattutto ha scritto un’intera serie che va ad esplorare l’intero mondo delle coppie di qualunque tipo e genere, quindi prego, mi ringrazierete dopo. Anzi, andiamo a ringraziare Atharaxis e Simona insieme.
Sempre per quando riguarda il caos, altro GDL altra lettura, questa volta è grazie a lettricestressata e a Bones & Books che ho letto “Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe”. Ho amato tutto, e non solo perché ci sono i vampiri, ma ho amato le protagoniste, le loro dinamiche casalinghe e il fatto che nonostante tutto ciò che gli dicono gli uomini e la società sono sicuramente più sveglie della loro controparte maschile. A differenza di Frozen Boy, qui non ho provato fastidio nel leggere dei rapporti genitori-figli, anzi: forse perché quando c’è da sporcarsi le mani sono quasi sempre le donne a rimboccarsi le maniche e a mettersi giu a lavorare, se poi si ha della candeggina a portata di mano ancora meglio. Unico appunto: amiche, siete statunitensi in un modo quasi fastidioso (No statunitensi shaming vi assicuro), ma non è colpa vostra.
Altro giro di vampiri anche se qui è più un compendio della loro figura nella storia e nelle diverse culture con Draculea, di Abeditore. Con loro non si sbaglia mai, e infatti anche “L’altra metà delle fiabe”, sempre edito Abe, va a segno. Poi c’è Gianbattista Basile, che ve lo dico a fare. Consiglio vivamente entrambi se siete appassionati del genere.
Dicono che sia il genere che più vende in Italia e non me ne stupisco essendo azionista di maggioranza: il giallo con me funziona sempre benissimo e in questi mesi ne ho letti ben tre, ognuno diverso ma con grossa soddisfazione complessiva.
“Molto vapore per nulla” di Stefano Ottaviani con Gainsworth edizioni: steampunk, vampiri, Londra vittoriana, indagini e magia, ero partita timorosa ma sono stata ampiamente smentita. Meno male, aggiungo, perché è stata una lettura sorprendente che mi ha conquistato piano piano di cui vorrei il seguito, se è possibile, grazie Stefano. Anche qui diciamo no ai maschi alpha e a femmine beta, si a rappresentazioni realistiche e si a relazioni di amicizia tra i protagonisti, che non sono mai abbastanza.
“Sulla pietra” di Fred Vargas: sono azionista di maggioranza di questa autrice, del edizione Einaudi che guarda tu che bel figurone ci fa in libreria e del commissario Adamsberg. Sopratutto di Adamsberg e di Violette Retancourt, il pilastro che tutti vorremmo nelle nostre vite. Come da tradizione, si spalano nubi in gran quantità e in questa indagine forse anche più del solito, ma per fortuna oltre a Violet c’è un dolmen vecchissimo ad ancorarci a terra. L’unione dolmen-Retancourt riuscirebbe a tenere fermo un dirigibile in una giornata di tempesta, ma Adamsberg si sa, è fatto a modo suo e non ci riesce proprio a stare troppo tempo fermo.
“I corvi scrivono romanzi gialli?” di Elia P. Ansaloni per DelRai Edizioni. Se amate i gialli all’inglese e i libri nei libri allora è perfetto per voi. Di Elia avevo letto “Azhot Express” per Spaghetti Fantasy e ho ritrovato il piacere del groviglio, del nodo che si dipana lentamente e che in certi punti ti sembra più annodato di prima ma che poi si dipana in un filo logico ineccepibile. Ho in lettura un altro suo libro, “La città vuota” di cui prometto aggiornamenti.
Recappone finito, spero che stiate trascorrendo questo periodo come più vi pare e piace, io prometto di tornare presto con altri aggiornamenti di lettura e non . Chissà se la manterrò.

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