Questo autunno è stato ricco di novità in casa Elelandia: la trenne ha iniziato la scuola del infanzia, io e Amò siamo convolati a nozze, e siamo poi volati tutti e tre (anzi quattro perché era compresa anche mia cognata) in Giappone per il viaggio di nozze.

Nonostante abbia praticato arti marziali giapponesi per molti anni non ero mai andata nel paese del Sol Levante, mentre Amò vantava già una decina di visite ma quasi tutte legate al kendo e alla zona di Fukuoka, nel sud, dove ha sede l’università a cui ci appoggiamo per gli allenamenti con i pro del settore.

Il nostro viaggio è durato 18 giorni e dire che è stato avventuroso è dire poco, specialmente perché abbiamo viaggiato con una bambina di tre anni per cui era tutto nuovo. Ma andiamo con ordine.

Informazioni utili e varie pre partenza.

Parola d’ordine: efficienza e comodità. Viaggiando con una bambina piccola, abbiamo scelto di evitare scali troppo lunghi e goderci il viaggio. Siamo partiti da Torino e fatto la tratta Torino – Roma – Tokyo con ITA (la nuova Alitalia per i dinosauri come me). Abbiamo viaggiato bene, sia all’andata sia al ritorno, la pupetta ha avuto il suo kit da viaggio con cuffie, calzini e mascherina per gli occhi e si è scialata in un posto solo per lei che viste le sue dimensioni era paragonabile a quelli della business. Ha molto apprezzato avere uno schermo tutto per lei, e ci siamo goduti la visione di Happy Feet e i primi videogiochi della sua vita. Il nostro volo è atterrato ad Haneda, aeroporto considerato vicino al centro, dove per più vicino intendiamo comunque almeno 30 minuti di metropolitana. Comunque Tokyo conta 37 milioni di abitanti e una metropolitana capillare quindi si rimane comunque comodi, anche se vi consiglio di non viaggiare con trolley troppo grossi ma di privilegiare zaini e bagagli compatti per muovervi agevolmente per le scale mobili.

Cose fare appena si arriva? due cose: n la Welcome Suica (rossa) o IC Card, la carta cartacea pensata per i turisti e che consente di prendere i mezzi pubblici, pagare alle macchinette, e banalmente sopravvivere in Giappone e prelevare dei contanti.

So che tutti si aspettano che siano mega evoluti e super all’avanguardia, ma non è cosi: spesso la vostra carta potrebbe non essere accettata o potrebbero preferire solo contanti, come un qualunque esercente piccolo -medio italiano.

Se avete il Wallett sul telefono potete aggiungere la Suica verde, la differenza tra le due carte è semplicemente che la nostra poteva essere ricaricata anche con le monetine mentre la Suica verde solo in maniera digitale a botte di 1.000 Yen (circa sei euro).

Per la questione telefoni e whatsapp, io e cognata abbiamo scelto di fare una esim con Airalo (20 gb sono bastati e avanzati per la nostra permanenza) mentre Amò ha preso un sim fisica, volendo potete affittare un router portatile ma per vince in comodità la esim.

La IC Card rossa é anche bella da vedere!

Itinerario: abbiamo deciso di fare da soli sul fronte organizzazione viaggio , prenotando gli hotel su booking (ma anche Agoda non è male) e gli spostamenti arei con volagratis ed edreams. Per i treni shinkansen ho usato klook, molti consigliano anche JapanTravel ma a me non funzionava il pagamento mentre con Klook non abbiamo avuto problemi. I biglietti per i treni locali (quello per Yufuin e Nara) li abbiamo presi direttamente in stazione, anche qui senza troppi drammi perché l’attenzione al cliente è altissima e basta solo rispettare la coda ed avere un attimo di pazienza e verrete aiutati da un simpatico addetto della stazione. (a cui io ho inizialmente reagito con un “non compriamo niente” prima di ricordarmi che non era l’Italia) Se prendete lo shinkansen vi sconsiglio il Japan Rail Pass perché il prezzo è aumentato tantissimo e non vale più la pena a meno di non voler vivere sui treni per quindici giorni. Al contrario i voli interni sono convenienti, super semplici da prendere e nei 70€ che è costato Fukuoka-Tokyo era incluso anche il bagaglio in stiva. Abbiamo viaggiato con Ana, compagnia di bandiera giapponese a cui va tutta la mia riconoscenza per averci accolti ai banchi del check-in con cordialità e gentilezza nonostante una bambina di cattivo umore e un palloncino che volevamo imbarcare come bagaglio a mano. Spoiler: non è possibile imbarcare un palloncino gonfio in areo. Riposa in pace palloncino.

Insomma, siamo partiti da Milano e atterrati a Tokyo! E poi che si fa? Poi si era pensato di proseguire per Kyoto e inizialmente avevamo prenotato per andare ad Okinawa e da lì a Zamami, un’isola tropicale a 50 minuti di battello da Okinawa, per poi concludere il tutto a Fukuoka. Durante la permanenza a Kyto abbiamo saputo che era previsto un tifone su Okinawa proprio nei nostri giorni di permanenza lì, quindi abbiamo cambiato idea, niente Zamami ma più giorni a Kyoto e giro all’onsen (le terme) di Yufuin. La cancellazione di volo e traghetto non ha comportato alcuna penale, a seconda delle tariffe scelte vi rimborsano o meno la quota pagata ma l’alternativa era fronteggiare un tifone con una bambina di tre anni e abbiamo preferito rimetterci qualcosina.

I primi giorni: Tokyo è immensa, ed è bellissima. é tutto ciò che avete sempre sognato (se i vostri sogni hanno a che vedere con le megalopoli, chiaro) perché ospita 37 milioni di abitanti e funziona tutto, oltre ad essere molto più a misura d’uomo di alcune nostre grandi città. Per orientarci in metropolitana ci abbiamo messo un attimo, ma google maps è vostro amico. Abbiamo alloggiato nella zona del Parco Ueno, vicino alla Tokyo Tower detta anche Torre dei Paw Patrol dalla minorenne; attenzione perché le camere e i letti in Giappone sono piccoli, al limite della denuncia per gli standard italiani, quindi se pensate di fermarvi tanto conviene cercare i mini appartamenti, risparmierete anche qualcosa comprando il cibo al konbini e scaldandolo in camera. Comunque la zona del parco Ueno è molto tranquilla ma a 30 minuti a piedi da Harajuku , il palazzo imperiale e il suo parco sono a due passi e anche la stazione non è molto lontana. Sul resto delle cose da vedere come ben sapete Tokyo è immensa, quindi scegliete cosa vi interessa e dedicatevi a quello. Io vi consiglio di salire sulla Sky Treetower la sera dopo le 17, perché Tokyo al buio è uno spettacolo che merita di essere visto.

Oltre ai solito quartieri, templi e al parco di Shinjuku, ci siamo regalati una giornata a Disneyland Tokyo. Noi abbiamo scelto il parco a tema mare, quindi DisneySea Resort: quando scendete dalla metropolitana, prendete la monorotaia di Disneyland e fate un paio di fermate, dopodiché sarete arrivati al parco.

Mentre Disneyland standard è molto simile a quello di Parigi, questo è un esclusiva di Tokyo, motivo per cui ho voluto visitarlo. La zona di Ariel è molto adatta ai bambini più piccoli, e infatti Alia ha passato il pomeriggio li, mentre per accedere alla zona di Rapunzel e Frozen serve un pass che dovete selezionare in aggiunta al biglietto perché è a numero chiuso. Fatelo, noi non lo sapevamo e per fortuna la piccola si era addormentata quindi nessuna bambina è rimasta delusa. La cosa più bella di Disneyland in Giappone è la quantità di adulti vestita a tema, a volte anche intere famiglie, che al confronto Lucca Comics sono due poveracci.

Come avrete capito, Tokyo mi é piaciuta un sacco e vorrei tornarci anche solo per vedere meglio Harajuku, la “zona nerd” e ambientazione di Steins;Gate, uno dei miei anime preferiti. In realtà vorrei vedere meglio l’intera città, perché mi ha lasciato l’impressione di un posto molto tranquillo ma allo stesso tempo pieno di energia, dove tutto può succedere da un momento all’altro. La stessa sensazione me l’aveva lasciata New York, ma lì era più legata al sentirmi dentro un film. Qui invece la città era più reale, più “abitabile”, ecco. Nonostante i pochi giorni passati lì sono riuscita a immaginarmi la quotidianità dei suoi abitanti e non è poco per un posto cosi grande.

Kyoto e Nara.

C’è chi la paragona a Roma , chi a Firenze, fatto sta che ovunque ti volti a Kyoto c’è qualcosa di bello da vedere.

Per muoverci in città abbiamo usato principalmente il bus rispetto alla metro perché era più comodo per noi, anche se personalmente ho preferito Tokyo come città in cui soggiornare ipoteticamente a lungo termine. Rimane comunque un posto da visitare, specialmente se è la vostra prima volta in Giappone: noi abbiamo passato cinque giorni a girare tra templi e padiglioni d’oro e d’argento, a cui aggiungiamo il negozio dello studio Ghibli nella zona dei mille Tori (che consiglio di visitare alla sera perché non c’é praticamente nessuno).

Una visita alla zona di Gion, il quartiere storico è assolutamente obbligatoria ma sappiate che i ristoranti più “tipici” potrebbero rimbalzarvi. In alcuni si parla solo il giapponese, in altri non accettano i bambini, insomma anche i giapponesi provano a resistere all’invasione dei turisti a modo loro.

Per arrivare a Nara abbiamo preso il treno turistico con le poltrone come a casa che vedete in foto sopra, assolutamente consigliato. La città non è grande e si può passare una bella giornata tra dare da mangiare ai daini e visitare i musei, vi consiglio però di andare al mattino perché il bosco è sicuramente più gradevole rispetto al pomeriggio quando siamo andati noi. Attenzione che i daini non si fanno problemi a strapparvi borse di mano o a ficcare la testa dentro se pensano che ci sia del cibo per loro; per ovviare a questo problema potete comprare le cialde per i daini, dei biscottoni enormi che possono mangiare perché adatti a loro e di cui sono estremamente ghiotti.

L’ultimo giorno a Kyoto siamo andati a visitare l’acquario: se viaggiate con i bambini ve lo consiglio (occhio che chiude presto al pomeriggio, tra le 17 e le 18)perché molto ben tenuto e con zone interattive/ grotte dove vedere meglio le vasche pensate per i bambini. A noi ha aiutato a passare un pomeriggio piovoso e a sfuggire almeno in parte al famoso tifone che ci ha obbligato a cambiare itinerario.

Fukuoka.

Capitale del kyushu, la zona sud del Giappone, e poco battuta dagli stranieri, per Amò è la dimensione perfetta della vacanza in Giappone. Siamo sbarcati qui dopo un viaggio in treno ritardato di due ore e mezzo a causa delle forti piogge incontrate lungo il percorso, ma nei giorni di permanenza ci ha benedetto il sole!

Se cercate un Giappone meno turistico allora è sicuramente una buona idea visitarlo. Bonus: fa caldo, ci sono quasi sempre sui 20 gradi anche quando mettono su le luci di Natale, cosa che succede il 2 di Novembre e non scherzo. Noi abbiamo fatto base ad Hakata, la zona della stazione principale, e da qui ci siamo mossi per la città. Sempre da qui siamo partiti destinazione Yufuin, sorgente termale e carinissimo paesino ai piedi del monte Yufu, dove abbiamo soggiornato in un ryokan (cioè albergo tradizionale) con l’onsen, la vasca termale privata nel giardinetto della camera. l’hotel aveva anche due stanze con la vasca mista per i gruppi e le onsen divise tra maschi e femmine, a disposizione di tutti gli ospiti, quindi si può prenotare anche una camera standard senza vasca e godersi le acque termali.

La nostra formula prevedeva la cena e la colazione, entrambe di cucina giapponese tradizionale, e dopo questa esperienza credo di essere pronta a trasferirmi definitivamente in una di quelle vasche, sono anche disposta a mangiare pesce grigliato a colazione tutti i giorni pur di stare lì.

Ritornati a Fukuoka abbiamo fatto gli ultimi acquisti pazzi e poi preso un volo per Tokyo, da cui il giorno dopo siamo rientrati in Italia.

Cosa mi è piaciuto del Giappone? tutto, direi. Ho apprezzato il cibo, specialmente il sushi che è un altro mondo rispetto a quello che mangio normalmente, ma anche il curry, il ramen, il frittatone cotto sulla piastra e gli spiedini… per non parlare dei konbini, i minimarket sempre aperti e mio territorio di caccia preferito per trovare Onigiri dai gusti assurdi.

Nella prossima visita in Giappone (perché non è questione di se ma di quando) vorrei visitare meglio Tokyo e soprattutto andare a Okinawa, maledizione!

Spero di poterci tornare presto perché le cose da vedere sono davvero tante ed è un paese estremamente affascinante! E non ho ancora finito le cose da assaggiare…

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