Iniziamo il 2025 con un BL pieno di cose a cui prestare attenzione, giusto per non perdere l’allenamento! Quando l’ho preso in mano in fumetteria, non sapevo nulla di questo titolo, ma la copertina mi ha subito attirato come il suo essere lungo solo tre volumi. Si rivolge a un pubblico adulto, e ha contenuti molto forti perché tratta di argomenti pesanti come pedofilia, violenze sessuali, tentativi di suicidio oltre ad avere un linguaggio offensivo verso la comunità queer. Specialmente il linguaggio (perché non mi piace leggere cose che alimentano odio fine a sé stesso) è molto legato al periodo in cui è ambientata quest’opera, e i personaggi incanalano il sentimento predominante dell’epoca. Spero di non infastidirvi troppo e per qualunque cosa vi aspetto nei commenti!
“All About J”, scritto e disegnato da Asumiko Nakamura e pubblicato in Italia da Jpop, è la storia in retrospettiva di J, donna nata nel corpo di un uomo con un’insana passione per Marylin Monroe. Vi cito la trama direttamente dal sito di J Pop:
Sullo sfondo degli Stati Uniti del dopoguerra, J, donna nata nel corpo di uomo, ci racconta in retrospettiva il suo cammino travagliato e doloroso, in questa struggente miniserie inedita. Gli abusi subiti in tenera età, un orrore dal quale J fugge con la mente sognando il mito di Marilyn Monroe. La tragica perdita di entrambi i genitori, che la conduce al prestigioso Collegio Callensburg, rigido istituto cattolico nel quale darà inizio alla sua trasformazione da bruco a farfalla. I rapporti con le tante persone che hanno costellato il suo cammino, a partire da Paul, compagno di scuola che maschera con un’apparente severità i sentimenti profondi che prova per J.
Un manga seinen, quindi, dove abbiamo un giovane uomo (donna in questa caso), che sta per sbocciare nel mondo adulto: il problema è che J non ha la minima idea di che cosa voglia dire veramente la parola “amore”, non ritiene di meritarsi un “happy ending” e accetta tutto ciò che gli capita per via del suo essere “checca” e “scherzo della natura”. J ha una vera e propria ossessione per Marylin e come lei ha un rapporto burrascoso con il suo corpo: a volte sembra quasi che non gli appartenga, che sia a disposizione di chiunque voglia prenderlo e donargli un’emozione, bella e brutta che sia. La morte dell’attrice rappresenterà un punto importante in questa mini-serie, una sorta di giro di boa per la storia ma anche per il suo protagonista. Vi consolo anticipandovi che finisce bene: non faccio spoiler enormi, ma se cercate una storia con il sole dopo la tempesta allora questa fa per voi.
Tra le tante cose che ho apprezzato di questo titolo, sicuramente ci sono gli enormi archi di crescita dei personaggi, protagonista compreso. Prendere coscienza della propria sessualità negli anni ’50 non doveva essere facile, fin dalle prime pagine capiamo che non lo è per J nonostante appaia sempre baldanzoso e sicuro di sé, e non lo è neanche per gli altri intorno a lui. C’è però un percorso, difficile e doloroso, che porta alla comprensione della parola “gay” e di ciò che significa.
Se inizialmente infatti questa parola veniva considerata un semplice insulto, associandola a “frocio”, è proprio negli anni ’50 che gli omosessuali la rivendicano come loro, appropriandosi del significato originale della sua radice occitana (questa cosa mi fa molto ridere, perché le valli occitane sono a un’ora di macchina da casa mia e) come “allegro”, “gaio”, e “persona che dà gioia” (nel senso di amore).
Non sono molti i titoli di BL in cui i personaggi fanno questo passo, in cui prendono consapevolezza e ammettono ciò che sono, ciò che provano, e spero di leggerne di più nel mio futuro. Capire noi stessi, è forse la prima cosa da fare quando ci si apre agli altri, quando si inizia ad amare e non bisogna mai sottovalutarne l’importanza.
A tutto ciò si aggiungono i capitoletti di epilogo post finale: non solo ci danno un’idea più completa della quotidianità dei personaggi, ma, specialmente nel ultimo, rivendicano il diritto per J di decidere autonomamente sul suo corpo, cosa che gli era stata negata fino a quel momento, dagli altri ma anche da sé stesso, perché preferiva immergersi nel mito di Marylin e copiarla fino all’esasperazione. La decisione che prenderà, segnerà la linea di confine tra J e la sua musa, e avremo finalmente la nostra Regina, in tutto il suo splendore
A metà tra un fix-it de “Il Poema del Vento e degli Alberi” e una puntata di “Pose”, ve lo consiglio se cercate sì un’opera forte, ma che lasci spazio alla speranza e al sereno con il suo finale.

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