Qualcuno ha definito “The Will of the many” scritto da James Islington, come il fantasy dell’anno (2024). Io l’ho letto adesso, nel 2025, ed essendo solo a Febbraio non so dirvi se sarà IL libro dell’anno o se ne leggerò di altrettanto belli. Onestamente lo spero, ma ne riparleremo più avanti. La cosa che posso dire con sicurezza, però, è che è un bel libro, per non dire ottimo.
Ho scelto di leggerlo in inglese, quindi qualche termine rimarrà in lingua originale perché non ho idea di come sia stato reso in italiano e non vorrei fare confusione.
Ambientato nella Catenan Republic, una sorta di età d’oro dell’Impero Romano, il libro segue le vicende di Vis Telimus, e della sua adozione da parte di Ulciscor, membro del Senato e pezzo grosso del posto. La Catenan Republic è una struttura piramidale, basata sulla cessione della volontà (la Will del titolo. Potrei aver pensato a Will delle Witch? Potrei.) che comporta il lasciare una porzione di energie fisiche e mentali alle classi superiori, che fanno funzionare il mondo. Non tutti cedono però: c’è chi si ribella, e viene frustato, e chi viene mandato all’Accademia (di solito i figli delle classe alte, salvo rare eccezioni) per diventare il comandate del domani. Qui, Vis dovrà indagare per conto di Ulciscor su un misterioso incidente avvenuto nel passato, cercando di evitare sia che i suoi compagni lo facciano uccidere, o peggio espellere, sia che qualcuno scopra il suo passato (sempre per il discorso uccidere-espellere).
Il libro è scritto in prima persona, cosa che inizialmente mi ha fatto indietreggiare di qualche passo, ma solo per prendere la rincorsa e farmici rituffare dentro di testa.
Non è solo scritto bene, con un buon ritmo e con un protagonista cretino stra pieno di daddy issue, ma ha anche un bel wordbuilding e il sistema magico è una ventata di aria fresca.
Il concetto di fondo del sistema magico, si basa sul dover cedere una parte di sé a un Impero che fagocita tutti gli altri popoli sul continente: in cambio si otterrà pace, lavoro e trasporti, o, per i popoli invasi, la propria sopravvivenza e Vis si chiederà spesso quanto lui stesso sia disposto a sacrificare, a cedere, pur di poter vivere in pace.
Il nome del titolo non è casuale: la Will viene dai molti, dal popolo che cede alle Augusta Colonne le loro energie mentali e fisiche, non sempre di buon grado. Grazie a loro la Catenan Republic prospera, anche a spese delle altre popolazioni, e questo ci porta a chiedersi se “i molti” siano colpevoli o meno degli atti dei loro governanti. Se nessuno si ribella, perché preferisce le comodità che garantisce la gerarchia, allora sono tutti complici di ciò che accade sopra di loro? Qualcuno direbbe che “la situazione era un po’ più complessa” e Islington riprende questa cosa nel suo libro, con mio sommo gusto. Non c’è mai il bene o il male assoluto (tranne nel caso di Callidus, ma leggerete voi e giudicherete) ma innumerevoli situazioni ben più grandi dei protagonisti che cercano di restare a galla come possono.
Per concludere, credo che questo libro possa piacere a chi cerca un epic fantasy adulto e dai temi importanti, seppur non “urlati” a ogni pagina. La penna di Islingotn non annoia, anzi: nonostante a un certo punto ci si possa chiedere se Vis arriverà mai (intero) all’Accademia, sappiate che tutto ha un senso, a maggior ragione se si pensa che è il primo libro di una saga.
Sulla tradizione italiana non so dirvi se ne valga la pena o meno: ho sentito commenti poco lusinghieri (del tipo che le strade passano magicamente dal essere di mattoni all’essere di asfalto) ma se passate sopra a queste cose potrebbe valerne la pena leggerlo comunque. Su instagram trovate un fantacasting assolutamente folle e senza senso relativo a questo libro, lo trovate qui se volete fare un giro.

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