Zefiro non si era aspettato ciò che alla fine era successo: a quanto pare “vorrei mostrarti il mio mondo” era l’equivalente di “sali a vedere la mia collezione di farfalle” del mondo umano e sicuramente più poetico. Forse anche più efficace.

Spannò lo specchio del bagno con l’asciugamano, mentre la sua mente tornava al giorno prima.

Ripensò alla schiena di Ostro, alla curva dei suoi muscoli. Le sue mani li avevano tracciati dalle scapole, dove si attaccavano le sue ali,e poi giù fino ai glutei e oltre, fermandosi sul pene.
Poteva ancora sentire la pressione delle sue gambe avvolgerlo per aiutarlo a rimanere sospeso in aria con lui, le ali che battevano con sicurezza, portandolo in alto e facendogli perdere la concezione di dove si trovasse in quel momento.

“Posso cambiare se vuoi. Posso essere tutto ciò che desideri, uomo o donna.” gli aveva sussurrato all’orecchio, sorprendendolo. Pensava forse che non gli andasse bene così com’era?

“Ti voglio cosi come sei.” aveva risposto lui con sicurezza, e Ostro aveva fatto un sorriso strano e con un colpo di reni era entrato dentro di lui, distraendolo da quella sua strana domanda.

“Non ho mai provato per nessuno ciò che provo per te” sussurrò guardando il suo riflesso nello specchio, forse sperando di veder apparire Ostro alle sue spalle.

Un brivido improvviso gli fece venire la pelle d’oca, lasciandogli una sensazione strana addosso: scosse la testa per scrollarsi di dosso tutto, poi spense la luce del bagno e si diresse verso la camera da letto.

<- 12 Dicembre 14 Dicembre ->

Lascia un commento