Natale era ormai alle porte, e mai come quell’anno Zefiro sentiva poco lo spirito natalizio.
Non erano solo i turni, la fatica e i fatati era… era che non sapeva cosa fare con Ostro o con Matteo, che continuava a tempestarlo di messaggi per chiedergli di vedersi.
Il dover vivere tutti sotto una bolla sicuramente non aiutava, e la gente che iniziava (di nuovo!) a dare di matto ancora meno.
Per fortuna, c’era ancora una persona su cui poteva contare e quella persona era Luca.
“Lu, che devo fare?”
Luca, dal canto suo, non vedeva l’ora di uscire dallo spogliatoio del commissariato e andarsene a casa, ma il suo amico l’aveva intercettato e adesso non aveva altra scelta che aiutarlo.
“Lasciarli perdere entrambi e farti i fatti tuoi?”provò a suggerire, sperando di finire in fretta.
“Ma a me piace Ostro! Però Matteo dice che non è il caso di fidarsi e forse non ha torto…”
Luca sospirò, esasperato: non riconosceva più il suo amico, solo una ventina di giorni fa era tutto dovere e lavoro, e adesso giocava ai piccoli problemi di cuore.
“Senti, i rapporti con i fatati…non lo so, ma secondo è meglio se te ne stai alla larga per qualche tempo. Se ci tieni tanto a sentire Matteo, allora va bene, almeno è umano, ma non farti prendere in giro d’accordo?”
Lo sguardo di Zefiro si illuminò: stava guardando il telefono e non aveva sentito nulla di ciò che l’altro gli aveva detto.
“Dicevi? scusa, era un messaggio di Ostro! ci vediamo tra un paio di giorni al buco per parlarci meglio, che fortuna che sarò in turno proprio li!”
“Come sono moderni, scrivono pure su whatsapp adesso!”
“Non essere acido, gliel’ho messo su io, sennò come faceva a contattarmi?”
“parlare alle bestie o quello che usavano loro non funziona più?”
“Così è molto meglio, e anche loro sono più integrati”
“Già” commentò Luca, “occhio solo a non integrarti troppo che poi non sai più come uscirne!”
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