Piccola premessa: a me piace come scrive Leigh Bardugo. La trovo scorrevole, poco impegnativa e, specialmente con Sei di Corvi, capace di di farmi innamorare dei personaggi.
Per questi motivi mi ero dedicata con molta gioia alla lettura della sua serie più “adulta” (chiamiamola così) che inizia con“ Ninth House” , pubblicato quattro anni fa e continua con l’ultimo uscito, “Hell Bent”. (Da qui in avanti troverete spoiler su entrambi i libri)
Nel primo libro abbiamo conosciuto Galaxy Stern e Darlington, rispettivamente Virgilio e Dante della casa Lethe che ha il compito di supervisionare il lavoro delle altre otto confraternite magiche di Yale. Se non fosse che , mentre indaga su pratiche ancora più dubbie del “normale” il nostro Darlington scompare trascinato all’Inferno e Galaxy o Alex , come giustamente vuol farsi chiamare, si dedica a capire chi o cosa sia il colpevole e, cosa ancora più importante, come riportate Darlington a casa. Il primo libro mi era piaciuto molto e l’ho trovato ben fatto: non troppi personaggi, la coppia giusta con i personaggi che si fanno da contro altare tra loro e la terza a bilanciare il tutto, quindi nutrivo buone speranze per il seguito.
Il secondo libro riparte da dove abbiamo terminato il primo: l’estate è finita, l’anno accademico ricominciato e Alex, insieme alla Dawes (Oculus, o factotum della Lethe. Tiene in ordine il tutto e cucina, a quanto pare anche molto bene, un sorta di baby Sitter di lusso per Dante e Virgilio), ha un piano per riportare a casa Darlington.
Il piano funzionerà anche troppo bene, se non fosse che il nostro amico ritrovato ha le sembianze di un Ariete demoniaco ed è intrappolato in un cerchio di protezione con una perenne erezione luccicante (uomo/demone fortunato, dice la rappresentanza maschile qui a casa), e da qui iniziano i problemi , o meglio le occasioni mancate.
Nonostante il gran parlare che se ne é fatto su Tik Tok, infatti, questo fatto che lui è nudo, con il glow stick sull’attenti, non ingrana la cosa passa quasi totalmente sotto silenzio, almeno a mio parere. Che io capisco che sono distratte da un demone cornuto, ma è pur sempre Darlington NUDO quello davanti a loro, insomma DAMMI QUALCOSA DONNA, fosse anche solo un tempo comico vista l’idea folle che hai tirato fuori.
Purtroppo per noi, le occasioni mancate continuano con un grandissimo assente, che è la paura. Io sono una paurosa eppure tutto il discorso di inferno, demoni e bestie varie non riesce a farmi paura, rendendo anche i nemici poco impressionabili. Ed è forse la pecca più grossa del romanzo per me: è pieno di personaggi che sono intelligenti ma non si applicano, specialmente tra i nemici.
In “Sei di corvi” odi Pekka Rollins e odi il padre di Wylan, sono detestabili, hai ben chiaro cosa hanno fatto e il perché li odi ma in Hell Bent questo non si trasmette agli antagonisti: dovrei odiare un demone solo perché fa il demone e cerca di uscire dall’Inferno che tu hai aperto? Mi spiace, ma non è una motivazione sufficiente per me. (Okay, si mangia le anime degli umani, ma è quello che fanno i demoni!)
Aggiungete mille e uno temi buttati lì e non affrontati: il ritorno a casa, il doppio, il mostruoso e la famiglia, solo per fare un breve elenco, e capirete perché mi sembra che abbia messo dentro tutto ciò che le piace senza parlarne per davvero.
Ci sono anche degli aspetti belli, in questo libro, non è tutto sprecato: la descrizione di Yale fa venire voglia di visitarla e andare alla ricerca dei suoi segreti, così come il personaggio del Praetor, il responsabile dei Dante e Virgilio i ha fatto venir voglia di saperne di più su di lui così come l’evoluzione della Dawes è molto bella. Purtroppo per noi, questa evoluzione non si applica ai due protagonisti e ci lascia con l’ennesima sensazione di una grandissima occasione sprecata.
L’autrice ha annunciato che questa serie sarà una trilogia e, devo ammetterlo, non sono così impaziente di leggere il seguito.
Lo farò comunque? Ovviamente!
Lascia un commento