Oggi si conclude il mio personalissimo Pratchett mese. Certo , continuerò a parlarvene, ma un pochino meno (forse).
Mi sembrava giusto raccontarvi un pochino del perché, a me piace cosi tanto questo scrittore, gusti personali a parte, e come l’ho scoperto, tanto che negli anni è diventato il mio scrittore preferito. Quello di cui leggeresti qualsiasi cosa, e che difenderesti a spada tratta senza se e senza ma.
Il nostro primo incontro è avvenuto quando andavo ancora alle elementari: nella scuola media che frequentava mio fratello avevano organizzato una piccola fiera del libro, e io ero andata con lui al pomeriggio in cerca di libri. Senza che sapessi bene come o perché, un’ insegnante che era addetta alla vendita mi sporge un libro, dicendomi solo -L’HO TROVATO!- come se ne avessimo parlato da poco e io lo stessi cercando.
Io non avevo assolutamente idea di cosa parlasse, ma lungi da me rifiutare, anche perché obbligava madre a comprarmelo senza discussioni sulla quantità di libri già presente in camera mia.
Il libro mi piace un sacco, ma sono troppo piccola per cercare altre opere dell’autore e Internet negli anni ‘90 era ancora utopia, quindi lo metto sulla mia mensola e lì ci rimane. Certo, ogni tanto lo rileggo, ma lo considero un leone bianco, ecco. Non ne sapevo neanche che fosse parte di una trilogia, sapevo solo che mi era piaciuto e tanto.
Ora andiamo avanti veloce fino alla fine delle medie/inizio liceo, quando su “Il Giornalino”, rivista per giovani cattolici che mia nonna comprava a fratello forse sperando di catechizzarlo un minimo, appare una recensione del libro “A me le Guardie”, scritto da Terry Pratchett.
-Allora ha scritto altro!- esclamo con mia enorme gioia e provvedo ad entrare in possesso di questo libro. Ora, fratello sostiene che l’ha comprato lui ed è iniziato tutto grazie a lui, ma voi non dategli retta. Annuite e basta.
Inizio così a cercare informazioni su di lui e trovo un forum interamente italiano a lui dedicato. Erano i tempi di Msn e del risveglio di internet e grazie a questo forum ho conosciuto belle persone in giro per l’Italia. In particolare, ho conosciuto Flavia, con cui siamo rimaste in contatto anche se a distanza, e Alessandro, l’amministratore e fondatore del sito.
Alessandro, Scuotivento per noi, era un ragazzo di Roma poco più grande della me 17enne, universitario, e durante la gita della mia quarta liceo provai anche andarlo a trovare, per conoscerci dal vivo. Purtroppo però, Alessandro era malato di leucemia e in quel periodo era ricoverato in ospedale per un aggravamento delle sue condizioni. Morirà qualche mese dopo, durante le vacanze estive, e il forum chiuderà del tutto per rispetto al suo fondatore.
Con la lettura di “A me le guardie!” mi si è aperto un mondo: ho scoperto il Mondo Disco, una città puzzolente, ma che funziona, e soprattutto, soprattutto, ho scoperto i draghi di palude e Vimes e Havelock Vetinari. Ho conosciuto Sybil Ramkin, e Nobby Nobs, e il Caporale Carota. Un sistema magico tra i più belli e coerenti che abbia mai trovato in un fantasy e un mondo, letteralmente un mondo, pronto ad accogliermi e mostrarmi che c’è posto per tutti. Anche per chi, come me, cercava di trovare un posto in un quartiere molto periferico e poco incline a queste cose.
Quindici anni e qualcosina di più dopo, sono ancora lì, insieme a quei personaggi.
Non è solo la magia, o l’essere uno scrittore fantasy, ad aver fatto si che Terry diventasse il mio preferito: certo, la scrittura scorrevole e umoristica aiuta sicuramente, ma nei suoi libri c’è molto di più che una semplice storia di fantasia.
Terry mi ha insegnato che si può essere Angua, Tiffany od Esme allo stesso tempo e che non c’è niente di male in questo, finché sei coerente con te stess3. Che la rabbia è più potente della tristezza, perché può diventare una spada da usare contro l’uomo nero. Che bisogna sempre aprire gli occhi, e poi aprirli di nuovo, perché le cose non sono mai come sembrano alla prima impressione. Che personale non è uguale ad importante, e che il peccato più grave che uno possa commettere è trattare le persone come se fossero cose, inclusi noi stessi.
E, forse la cosa più importante per me, che le piccole creaturine pelose messe all’angolo a volte sono delle manguste.
Terry mi ha preso per mano, mi ha accompagnato per tutta la mia vita di ragazza e poi di adulta, ed è rimasto con me in qualche momento non-proprio-felice della mia vita. é riuscito a farmi sentire meglio, o forse solo meno fuori posto in questo mondo sempre di corsa. Mi ha fatto molto ridere, e anche molto piangere nell’arco della stessa pagina.
Riuscire a trasmettere una cosa del genere, per uno scrittore, è forse la conquista più grande: leggiamo per scappare dalla realtà, per vivere mille avventure nell’arco di una vita sola e grazie lui c’è una banda di pazzi furiosi che è sempre pronta a portarmi in giro con sé sul Mondo Disco.
Non ho mai partecipato, ahimé, ad un firma-copie di Terry: non erano anni in cui era facile viaggiare e, scritto tra noi, mi sarei vergognata tantissimo all’idea di incontrarlo perché difficilmente avrei balbettato altro che un misero “grazie”. Eppure, e lo dico da persona ormai -quasi- adulta, a volte questa parola è tutto ciò che serve.
Quindi, Grazie, Sir Terry Pratchett, per aver tenuto un posto nel tuo mondo anche per me. Grazie per avermi fatto sentire meno sola e fuori posto. Grazie per avermi spiegato l’importanza di essere me stessa, anche quando vorresti essere qualcun’altro, e grazie per aver lasciato un posto nei tuoi libri per le brave persone, quelle che non fanno notizia e provano solo ad arrivare a sera, nonostante tutto.
Grazie per le streghe, e i troll e i nani. Grazie per aver scritto così tanto, grazie per la tua rabbia e per gli Dei. E, più di ogni altra cosa, grazie per Fratello Cessaiolo e Anoia, dea delle Cose-incastrate-nei-cassetti.
Invocare il suo nome migliora sempre le mie giornate.
#GNU e mind how you go.

Scrivi una risposta a Bianca Cancella risposta