Grazie alla casa editrice Lettere Elettriche questo mese mi sono dedicata alla lettura di “Cuore di Ossidiana”, romanzo grimdark scritto da Michael R. Fletcher era loro pubblicata nella collana “Badlands”dedicata, appunto, alle terre di confine del weird, del grimdark e del adult fantasy.

Piccola, doverosa, premessa: non sono tipa da sotto-categorie, quindi per me dire grimdark o portal fantasy è praticamente la stessa cosa, nel senso che lo leggerò comunque, ma, come sapete io leggo tutto. Sono però utili a chi invece non è onnivoro come me, per orientarci e capire cosa aspettarci da quel che leggeremo, che in questo caso è tanta roba.

Cos’è il grimdark, quindi? Direttamente dal sito di Lettere Elettriche, una definizione a mio parere assai calzante.

Sottogenere della narrativa fantasy, che mostra ambientazioni solitamente legate al Medioevo fantastico, che a differenza del Fantasy tradizionale sono tuttavia quasi del tutto prive di magia e con pochissimi elementi sovrannaturali. In compenso, abbondano violenza, sopraffazione, ingiustizia, sesso e torture (spesso il tutto rimestato insieme) come se non ci fosse un domani. E nel GrimDark infatti il domani non c’è.
Niente razze graziose, niente animali fantastici (solo bestie brutte, sporche e cattivissime).
Nessuna soavità, insomma.

Seconda, doverosa premessa: la casa editrice ha fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda l’edizione del libro. Io ho ricevuto una copia digitale, ma la cura era evidente, tanto che hanno inserito le illustrazioni dell’edizione originale e ho apprezzato tantissimo le informazioni finali sull’autore e la sua intervista. Credo che trattandosi di un autore “nuovo” qui in Italia, aiuti a creare un bel contesto e ad apprezzare meglio ciò che si legge. Anche perché (cosa che non sapevo) Fletcher viene dal mondo degli autopubblicati, alla faccia di tutti i miei pregiudizi in materia.

Okay, fine delle premesse.

“Cuore di Ossidiana” è il primo libro di una trilogia, ed è il racconto di un viaggio. Fisico, mentale e nel tempo e nello spazio. Non credo di aver mai letto un fantasy che incarna così bene il tema del viaggio in tutti i suoi aspetti, davvero. Seguiamo le orme di un uomo che da semplice “corpo” risorto dalla tomba ritorna ad essere un essere umano, mentre viaggia alla ricerca dei frammenti che compongo il suo cuore di ossidiana.

Ma perché ha quei frammenti nel cuore? E chi è lui, chi è stato in passato? Fino a che punto i suoi ricordi e le azioni del suo passato andranno a definire il suo io di oggi?

Khraen non è sicuro di volerlo sapere, ma allo stesso tempo non può non assecondare il suo desiderio di conoscenza. E, come in ogni fiaba ben strutturata, la conoscenza avrà sempre un prezzo da pagare e non sarà economico.

Ammetto che le prime pagine sono state particolarmente difficili da leggere: non perché sia scritto male o per particolari scene (non patisco praticamente nulla, quindi i TW di solito non mi toccano) ma perché non apprezzo molto la narrazione in prima persona, anzi spesso mi infastidisce. Andando avanti nel libro, però, ho imparato ad apprezzarla e anzi, ne ho capito il senso: stiamo viaggiando con il nostro protagonista, stiamo conoscendo (di nuovo) il mondo attraverso i suoi occhi, mescolando sorpresa, incredulità e rabbia. Molta rabbia, specialmente contro i maghi. E, con mio enorme stupore, funziona, quindi a metà ti ritrovi immerso nella lettura a urlare contro il protagonista.

Ci sono molti temi portati alla nostra attenzione nel libro: il razzismo (il Khraen viene definito “anima macchiata” dagli abitanti del nord), le scelta che compiamo ogni giorno e che ci definiscono forse più di quelle fatte in passato. Parla di amore e del voler essere una persona migliore per chi ci sta accanto, nonostante tutto dica il contrario.

C’è la magia, ovviamente , e i resti di un Impero ormai scomparso ma che sembra esser stato bellissimo grazie al prezzo di un pagamento estremamente salato. E c’è un certo Imperatore su cui voglio assolutamente saperne di più, insieme a una certa negromante.

Oltre al modo in cui l’autore tratta di questi temi, ho amato anche il sistema magico e il fatto che richieda studi e un costo, da parte di chi la utilizza, e per costo non mi limito a parlare di energie o tempo impiegato. In questo mondo c’è sempre una scelta da compiere prima di usare questi poteri e non è mai una scelta facile.

Piccola nota dolente, ma a mio parere necessaria per coerenza mia personale, avrei preferito un minimo di descrizione in più del mondo, pur capendo bene che è il primo di una trilogia e che, come detto sopra, lo stiamo letteralmente scoprendo insieme al protagonista, forse avrei gradito che i nostri personaggi si prendessero qualche battuta in più per dirci qualcosa di più preciso del mondo in cui si muovono. Ciò nonostante ho comunque voglia di saperne di più, perché è riuscito ad accendere la mia curiosità.

Insomma, “Cuori di Ossidiana” è una lettura estremamente piacevole e che vi consiglio di recuperare, a maggior ragione se siete amanti del genere.

Grazie ancora a Lettere Elettriche per la copia digitale e spero di poter leggere presto le future avventure di Khraen. (E del suo amico demone, si proprio lui avete capito bene di chi parlo.)

2 risposte a “Alla scoperta del Grimdark: “Cuore di Ossidiana””

  1. Avatar L’high fantasy che mi mancava: La Regina Cremisi – Elelandia

    […] già era successo con Cuore di Ossidiana, di cui vi ho parlato qualche tempo fa, anche in questo caso l’edizione è curatissima: […]

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  2. Avatar Editori della domenica: Lettere Elettriche. – Elelandia

    […] un vero e proprio viaggio nelle terre di confine, che io ho intrapreso per ben due volte con Cuore di Ossidiana e La Regina Cremisi e che intendo riprendere a breve con Lei Sogna del sangue, proseguo del primo […]

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