Sto cercando di capire se far rientrare la serie de “Il Figlio del Becchino e l’Orfana” sotto il cappello dell’epic fantasy, del fantasy storico o del dark. Forse credo sia giusto farlo rientrare semplicemente sotto il cappello dei libri fantasy scritti bene, anche se, come dice il titolo di questo articolo, qui troverete solo la prima metà della serie, quindi due su quattro, ma posso già anticiparvi che non vedo l’ora di tornare dai miei amichetti!

Ma come capita spesso da queste parti, sto correndo troppo.

“Il figlio del Becchino e l’Orfana” è un ciclo di quattro libri scritti e auto-pubblicati da Sam Feuerbach, comodamente reperibili su amazon (alcuni sono anche gratis con kindle unlimited, provate a cercare che non guasta mai) e portati da noi in Italia da Francesco Vitellini, che ci ha consegnato anche quella perla che è “Le navi d’ossa” (qui per diventare ciurma).

Come dice il titolo, seguiamo le vicende del figlio del Becchino, Farin, maltrattato da tutti e forse anche da sé stesso, che improvvisamente si trova in possesso di un qualcosa che non dovrebbe avere e che lo porterà ad essere molto più che un semplice diciottenne di uno sperduto villaggio. Non voglio aggiungere troppi dettagli che vi rovinino la lettura, ma si, comparirà anche l’orfana ad un certo punto ma dovete guadagnarvela perché il personaggio di Arroz è stupendo e merita tutte le attenzioni del mondo.

Sono molte le cose che ho amato di questo libro, ma più di tutte è stata la coerenza del tutto, il suo avere perfettamente senso nell’ordine naturale delle cose oltre a una buona dose di ironia che non guasta mai: mi ha intrigato lo sviluppo e la crescita dei personaggi, il loro affezionarsi l’un l’altro e il viaggio che compiono Arroz e Farin. Nonostante tutto ciò che ci viene detto nel libro e che pensano gli altri di loro, nessuno dei due è del tutto inutile o senza capacità: ognuno di noi ha un talento, nessuno li possiede tutti, e fortunatamente in questo libro non sono pervenute Mary Sue di alcun tipo. GRAZIE ZIO SAM!

Farin, oltre ad avere un cuore tremendamente buono, ha la sua scorta di competenze e conoscenze: è figlio di un becchino, in fondo. Ha aiutato il padre fin da bambino nel preparare i cadaveri, è corretto che sia così. Certo, nel momento in cui si trova in campi a lui sconosciuti non è più in grado di far nulla, o quasi (e il suo essere estremamente buono, fiducioso di tutti e anche tonto come ogni diciannovenne del mondo, non aiuta), ma tutto ciò ha un senso oltre ad essere utile per la trama. Lo stesso si può dire di Arroz: decisamente più sveglia di Farin (okay, ci va poco, scusa Farin ti amo lo stesso), per via degli eventi della sua breve vita la ragazza è scaltra e determinata, e ha una buona dose di fortuna che non casca dal cielo. Arroz potrebbe essere l’incarnazione del detto “aiutati che il ciel ti aiuta” e se lo merita anche, piccola stellina.

A loro due si aggiungono gli altri personaggi che aggiungono sapore al tutto: Emicho, il cavaliere che prenderà Farin sotto la sua ala, il Nero, nemico sconosciuto e terribile, Un Pittore, maestro zen specializzato nel dipingere foreste di porti e tanti altri. Il primo libro non è auto conclusivo, (come neanche il secondo d’altra parte) ed è evidentemente pensato con uno sviluppo su tutti e quattro i titoli, ma mantiene un bel ritmo e ci pota a spasso nella lettura, lasciandoci con la voglia di continuare subito con il volume successivo, complice ovviamente il finale aperto.

(Io di aperto ho solo i conti con zio Sam per il finale del secondo MA SORVOLIAMO SU QUESTO)

Come ho detto sopra, questa sarà solo la prima metà della recensione, quindi ci aggiorneremo quando avrò finito tutta la saga per un giudizio complessivo. Per ora mi sento di consigliarlo a tutti gli amanti del fantasy classico ma anche chi preferisce un tocco dark non rimarrà deluso!

Nella prossima puntata aggiornerò il post con le mie impressioni sui restanti volumi, e avrete anche la canzone e il consiglio di lettura non richiesto. Fino ad allora, arrivederci!

Una risposta a “Il figlio del Becchino e l’Orfana: prima metà.”

  1. Avatar Libri indipendenti che ho amato nel 2023 – Elelandia

    […] fantasy medievale con la gradevole aggiunta di un demone di mia conoscenza… ne ho parlato qui, se volete […]

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