“Dumfuck
Author,
Dumbfuck
Novel!”
― Mo Xiang Tong Xiu, The Scum Villain’s Self-Saving System: Ren Zha Fanpai Zijiu Xitong, Vol. 1
State leggendo il vostro guilty pleasure del momento. é una web novel piuttosto trash, ma con alcune idee sicuramente interessanti. Il protagonista, innanzitutto. Il protagonista vi piace tantissimo, è il vostro personaggio preferito e fate il tifo per lui dalla prima pagina. L’antagonista invece non vi piace per niente, tanto che più volte avete invocato per lui una fine ingloriosa che comprendesse anche una castrazione, visto il suo debole per l’harem di donne che circonda il protagonista.
Insomma, ci sono dei buchi di trama, certo, è una web novel stile “stallone maschio alpha” quindi c’è un sacco di sesso però in fondo in fondo non ti dispiace, tanto che continui a leggerla avidamente fino alla fine.
Sarebbe un vero peccato se il finale non fosse di tuo gradimento e finissi per strozzarti mentre lo stai leggendo, risvegliandoti nella novel…nel corpo dell’antagonista. Proprio quel antagonista che hai tanto criticato e che farà una fine orrenda.
Ho iniziato SVSSS perché ero orfana di Mo Dao Zu Shi e il fatto che io abbia scritto questo titolo senza cercarlo su google la dice lunga sul mio grado di mancanza. Quel che ho trovato, però, mi ha lasciato completamente senza parole, perché non mi aspettavo un tale livello di critica e satira combinato con lacrime e sangue.
Scritto da Mo Xiang Tong Xiu quando era ancora al liceo , quest’opera è un Isekai che ci porta a riflettere sull’importanza delle nostre azioni.
Trasmigrato nel corpo del cattivo Shen Qingqui, Shen Yuan si impegnerà al massimo per cercare di evitare il finale che lo attende, finendo appunto per cambiare la storia e il rating della novel dentro cui è finito, assumendo per davvero il ruolo di “Shizun” del protagonista Luo Binghe e influenzandone le azioni con il suo comportamento.
Un gesto d’ amore può forse cambiare il mondo? Shen Qingqui pensa di si , anche se dovrà fare attenzione a non finire Ooc (out of character, cioè quando un personaggio non si comporta secondo le sue caratteristiche psicologiche)
A guidarlo sui suoi passi il Self Saving System: un sistema, appunto, una sorta di deux ex machina che appare nei m0menti poco opportuni e lo informa sui percorsi da compiere e regola arbitrariamente malus e bonus. é un sistema che ha gestito molti libri famosi, compreso Harry Potter, quindi non trattatelo male o ne vedrete delle belle!
Ammetto che ho avuto dei momenti di difficoltà nella lettura di questo libro (anche se l’edizione inglese li divide in più volumi è comunque un’opera singola, quindi parliamo di un libro solo) e mi sono chiesta se non fossi io a cui mancavano dei pezzi, perché il popolo del web grida all’unanimità al capolavoro mentre io in certi momenti volevo solo menare Luo Binghe col ventaglio di Shen Qingqiu. Però, e il però è doveroso, è un libro che si prende il suo tempo e si sviluppa con calma e ad un certo punto urlerete al capolavoro, proprio come è successo a me.
Lo stesso viaggio viene compiuto da Shen Qingqiu: se all’inizio considera tutti come meri personaggi del libro, procedendo nella sua lotta contro il Sistema (che è poi il vero villain della situazione visti quanti punti soddisfazione gli sottrae ad ogni sbaglio!) inizierà a capire che questi non sono semplici macchiette, e capirà che le sue azioni hanno un eco importante. Il suo arco di crescita è veramente bello, e ad un certo punto vi troverete a chiedervi “ehi ma questo non doveva farmi ridere?” in un mare di lacrime. Si salva solo chi vuol essere salvato, sembra dirci la sua autrice, e le scelte non sono mai indolore o senza conseguenze.
Quattro libri di ironia e satira tagliente insomma, più o meno velata, sull’ecosistema delle novel e sul tipo di trattamento riservato a quelle considerate “da donna”, con componente queer: è roba da ragazze, in fondo, quindi come possono essere prese sul serio? Amo molto come questo argomento sia trasversale a tutte le società, dalla Cina all’Italia passando per Giappone ed America. Tutto il mondo è paese, insomma, specialmente nel male.
Se non avete mai letto un danmei o non avete familiarità con l’ecosistema delle novel online personalmente lo sconsiglio come porta di ingresso a questo genere, perché rischiereste di perdervi tutta l’ironia e la satira che rende questo libro speciale, ma questo è un semplice parare personale. Sicuramente lo consiglio a chiunque abbia il livello di umorismo per cui al sentire “peerless cucumber” usato come nickname scoppia a ridere all’improvviso, cioè io, e vi consiglio di rimandare tutti i vostri pareri e opinioni alla fine della lettura del quarto libro perché vi ritroverete più volte a cambiare idea sui personaggi.
Io ora vado a leggere l’ennesimo Danmei, che in fondo in questo tunnel io ci sto proprio bene e ho deciso di arredarmelo a mio piacere. (Ironia della sorte, ho ripreso in mano un libro che avevo selezionato per la sfida dello Scaffale Strabordante e che è un titolo cinese ma non danmei, quindi credo che questo paese ci terrà compagnia ancora a lungo.)

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