Negli archivi bui della mia cronologia internet, specialmente di twitter, ci sono le fan fiction Mpreg. Che cos’è l’Mpreg? “Bella domanda, se lo stanno chiedendo tutti in sala” cit Kronk.

Mpreg è l’abbreviazione per “male pregnancy”, letteralmente opere di finzione in cui i protagonisti, nonostante siano biologicamente maschi, si ritrovano incinti . Come?

O quasi, nel senso che la mente umana è sempre pronta per sfornare nuove idee, e quindi le possibilità sono davvero infinite. Le Mpreg sono vecchie quanto l’uomo (Loki, Seth e Zeus sono entrati nella chat) e se nelle leggende di un tempo si ricorreva alla magia o a strane bestie, in epoca più moderna si ricorre alla vecchia maniera, in particolare nelle ambientazioni tipo Omegaverse che se non sapete cosa siano potete ripassare qui. Ma non divaghiamo!

Il motivo per cui oggi vi parlo di questo argomento è perché, come ho detto in apertura, leggere fan fiction Mpreg su twitter è una delle cose che amo di più fare nel mio tempo passato sui social; il secondo tipo di contenuto che divoro sono i video delle tradwives con almeno tre figli a testa. Con “tradwives” si intendono donne che sui social portano avanti la narrazione della “moglie tradizionale”, che non lavora, si occupa della casa, dei figli e del marito in un apologia della casalinga perfetta che arriva direttamente dagli anni ’50.

Esponenti più famose di questo vero e proprio movimento sono Hannah Neeleman aka Ballerinafarm su Instagram e Nara Smith su Tik Tok, ma ce ne sono moltissime, quasi tutte mormoni o comunque cattoliche.

La mia passione per questi due contenuti così completamente diversi tra loro, risiede probabilmente nel fatto che non mi ritrovo in nessuna di queste due situazioni e posso quindi guardarle da una ragionevole distanza come farebbe un antropologo di inizio Ottocento con un popolo dell’Africa nera.

Ora, é chiaro che il collegamento tra questi due prodotti esiste solo nella mia testa, ma guardando il gabinetto del neo presidente USA, dove troviamo molti esponenti della famiglia tradizione con un nutrito numero di figli, mi sono chiesta se anche le opere di finzione con uomini gravidi non contribuiscano ad alimentare questo discorso, che mira a tenerci a casa ad ogni costo, impegnate a fare la calza e sfornare bambini in nome della patria, con una piccola variazione sul genere di chi fa i bambini.

Dopo un’attenta riflessione durata ben tre secondi, sono giunta alla conclusione che in realtà è esattamente l’opposto: se è vero che nel sottobosco di internet si trova di tutto, ed è un attimo fare il giro e ritrovare il proprio argomento preferito usato dai suprematisti bianchi, è anche vero che le Mpreg vanno a minare le fondamenta della divisione netta e insormontabile tra maschi e femmine, che di solito estrema destra, i cattolici e i mormoni difendono a spada tratta. Credo che questo genere di lavori ci portino obbligatoriamente a ragionare su un mondo sicuramente più complesso, ma immensamente più interessante rispetto a quello che ci è stato lasciato o a cui qualcuno vorrebbe ritornare.

Un ragionamento simile si trova ne “La mano sinistra del buio” di Ursula K Le Guin.

Ursula come sempre scrive di fantascienza, e io vi consiglio caldamente di leggerla, e ci presentata una popolazione ermafrodita latente, che ottiene i caratteri “maschili” e “femminili” solo nei due giorni in cui il corpo è nel periodo di kemmer in base ai feromoni emessi. Nella stessa coppia, entrambi i partner possono sperimentare il genere maschile e femminile nel corso della loro vita e anche la gravidanza, dando cosi spunto a diverse teorie interessanti sulle leggi che governano l’eredità familiare in questo mondo. L’ambasciatore del Ecumene, la grande alleanza di pianeti di cui spesso Ursula ci parla nei suoi libri e umano con un genere binario, avrà difficoltà a comprendere gli abitanti di questo pianeta, perché non riesce ad uscire dalla sua idea legata alla rigida distinzione tra maschile e femminile, uomo e donna. Solo alla fine, dopo un viaggio attraverso i ghiacci, forse riuscirà veramente a comprendere il popolo di questo pianeta.

“La mano sinistra del buio”, esattamente come una semplice fan fiction mpreg scritta su twitter, ci libera dal dualismo di maschio/femmina, o meglio dei ruoli imposti dove ci sono solo “cose da femmina e cose da maschio” e ci porta, almeno in maniera immaginaria, a riflettere su un mondo diverso, forse anche più complicato, ma sicuramente più interessante e spesso storicamente più corretto di quello sponsorizzato dalle tradwife, che ignorano del tutto ciò che era la realtà delle madri delle classi più povere, costrette a lavorare nei campi o in fabbrica, con i bambini neonati legati sulla schiena a pochi giorni dal parto. Ecco, da persona che ha partorito e che prova, nel bene e nel male, a crescere una piccola esserina ogni giorno, preferisco di gran lunga la rappresentazione di un personaggio di finzione maschio gravido o ermafrodita, a quella di una donna che fa la coca cola da zero perché “così è più sana”. (si, Nara Smith ha fatto un video dove produce la coca cola in casa. No, non la copierò. Si, proverò a smettere di drogarmi con i video di questo tipo. No, non smetterò di leggere fan fiction mpreg, monsterfucking e molte altre cose biologicamente discutibili.)

2 risposte a “Mpreg resistenti.”

  1. Avatar Fosca Topazia

    Non avevo pensato a questa interpretazione dell’MPREG, io purtroppo li vedo in una accezione sfortunatamente molto più negativa. Per me il genere BL ha del tutto soppiantato lo shojo, ma questo vuol dire che il tema dei figli e della gravidanza è andato via con lui. L’MPREG fa rientrare il tema dalla finestra, pensando a una società diversa, ma in realtà spesso nelle Omegaverse esiste comunque un ben distinto sistema che divide le persone non tanto in generi ma in “gruppi”. Questo tipo di distinzione non permette la fluidità che invece esiste nella Mano Sinistra del Buio, è solo una categorizzazione apparentemente diversa ma che per me porta lo stesso bias.

    (odio L’MPREG, si nota?)

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    1. Avatar eleghighi

      Aahahahaha so che a te non piace, e condivido le tue motivazioni. Io lo trovo talmente lontano dalla realtà di quello che è effettivamente una gravidanza che non le ricollego alla maternità, e quelle scritte su Twitter non sempre sono Omegaverse, banalmente per la scarsità di caratteri a disposizione.
      La mano sinistra del buio ci rimanda alla fluidità, è vero, che nelle Omegaverse non c’è perché sono divisi in gruppi fissi, ma credo che entrambi contribuiscano a modo loro a smontare il mito della donna che si realizza solo come moglie e madre, spingendoci a essere più pinguine e lasciare il compito dell’accudimento (e perché no, del parto, così finalmente riusciremo a farlo senza soffrire come cani a tutti i costi) ai maschi.

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