Qui sopra parlo poco di argomenti che non siano libri, ma credo che Severance, serie realizzata da Apple tv che al momento conta due stagioni più una terza in cottura, si meriti decisamente un suo spazio.
Di cosa parla?
In una mega corporation, la Lumon industries, il gruppo dei MacroData Refinement si trova all’improvviso con un nuovo membro nel loro team. Il loro lavoro é misterioso e importante (cit.), tanto misterioso e importante da svolgersi sul piano della Scissione (Severance, nel originale). Su questo piano, come dice già il nome, lavorano persone che sono “scisse”, ovvero non hanno altra memoria che non sia il lavoro.
Le persone scisse sono definite “interni”, e seguono un rigido protocollo lavorativo che li fa entrare ed uscire a ingressi scaglionati di 15 minuti l’uno dall’altro, per evitare di incontrarsi nel posteggio.
Mark S., il nostro protagonista, si trova improvvisamente alla guida del gruppo MacroData Refinement quando un suo collega scisso sparisce misteriosamente.
Sarà stato licenziato? In pensione? Gli interni non lo possono sapere, perché non sanno nulla di ciò che accade fuori dal loro ufficio. In sostituzione al collega scomparso, arriva Helly R. nuovo membro che porterà una nuova ventata nel dipartimento.
Da questo punto in poi, e per tutte le due stagioni, il tema della serie ruoterà intorno all’autodeterminazione di sé, di cosa significhi essere un interno insieme ad una buona di misteri aziendali. Il trope potrebbe essere inteso anche come una variante del “chi siamo quando nessuno ci guarda?”, che in questo caso diventa più un “siamo sempre noi stessi senza i nostri ricordi e in un altro contesto, diverso da quello lavorativo?”
Oltre a questo tema, c’è tutto il perché la Lumon Industries abbia realizzato una cosa del genere: (non è spoiler, tranquilli) gli impiegati rendono di più, se non sono oppressi dalle emozioni e dai ricordi del mondo esterno, e in misura più ampia chi non vorrebbe farsi rimuovere ciò che ci provoca dolore, che ci fa star male?
Personalmente, sono sempre stata una grande fan della vita a compartimenti stagni: sarà il mio segno zodiacale o che penso mi renda più gestibile tutto, ma ho sempre pensato che sarebbe stato bellissimo poter chiudere fuori il mondo a seconda di ciò che dobbiamo fare.
É praticamente l’equivalente di voler annullare emozioni non richieste, o anche solo sensazioni dolorose per il fatto che ci fanno soffrire.
Ma il dolore non si può accendere e spegnere a proprio piacimento, e un certo scrittore una volta ci disse (CHISSÀ CHI CITERÀ ELE CHISSÀ,) :
She heard him mutter, ‘Can you take away this grief?’
‘I’m sorry,’ she replied. ‘Everyone asks me. And I would not do so even if I knew how. It belongs to you. Only time and tears take away grief; that is what they are for.’Terry Pratchett, I Shall Wear Midnight
Insomma, é una vita dura per noi amanti del codice binario e delle emozioni codificate in numeri, ma credo valga la pena di viverla interamente, senza “Scissioni”.
Vi consiglio la visione di questa serie se:
- Vi piacciono i triller sci-fi
- Avete una buona dose di umorismo corporate, o comunque vi piacciono le ambientazioni alla The Office.
- Non avete paura di usare una pinzatrice per difendervi
Bonus: amerete Harmony Cobel e Irving. E non dimenticate i fazzoletti.


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