Era da qualche anno che Sanderson mi aspettava, e avendo deciso di dedicare il 2025 al recupero dei nomi “grandi”, quelli che tutti sembrano aver letto tranne me, ho pensato fosse il momento giusto per dargli una chance.
Superato il dramma “oh mio dio, da dove comincio?” che mi ha fatto finalmente comprendere chi si avvicina per la prima volta a Pratchett, su consiglio di Gente Esperta ho cominciato il ciclo di Mistborn con L’Ultimo Impero. (che non è la discoteca torinese, per i millenial piemontesi come me)
Incredibile ma vero, sono riuscita ad approcciarlo senza sapere assolutamente nulla (o quasi) del libro e ciò che ho trovato al suo interno mi ha piacevolmente stupito: avevo paura di trovare uno stile troppo aulico e forzato, invece mi ha conquistato da pagina uno.
Di cosa parla? Beh, c’ è un Impero, ovviamente, al cui comando si trova il Lord Reggente, colui che ha unito l’umanità in una nazione, un impero. Viene chiamato Ultimo Impero perché durare in eterno e nessun’altra nazione avrebbe potuto esistere e governare il mondo. Popolato da nebbie spaventose dopo che il sole tramonta, di giorno la società è praticamente divisa in due: i Nobili, discendenti del Lord Reggente e spesso dotati di poteri magici, e gli altri, gli skaa, coloro che (almeno in teoria) non dovrebbero essere altro che comuni mortali senza poteri e che vengono usati come schiavi/operai/artigiani, insomma coloro che mandano avanti la baracca. Una spietata inquisizione, il Culto d’Acciaio, veglia su tutti quanti per impedire che qualcuno si faccia venire idee strane e decida di mettere in discussione il potere costituito e i suoi dogmi, tra cui eventuali skaa con poteri, come Vin, la protagonista del libro, che cerca disperatamente di sopravvivere come ladra e di non farsi acchiappare degli Inquisitori.
Galeotto sarà l’incontro con Kelsier: folle, sopravvissuto alle fosse di Hathsin, ma sopratutto Mistbor, cioé qualcuno che possiede tutti i poteri. Normalmente, infatti, si è magici solo in un aspetto, massimo due, e si “brucia” di conseguenza solo il metallo che attiva quel determinato potere. Kelsier, e Vin, possiedono tutti i poteri allomantici conosciuti e forse anche qualcuno che ancora non conoscono.
Parto dagli aspetti mi sono piaciuti di più del libro: il wordbuilding è fantastico, il sistema magico basato sull’usare i metalli “bruciandoli” dentro di sé mi ha ipnotizzata, e Kelsier (che nel libro gioca il ruolo di mentore di Vin, nonché di pazzo e profeta, rigorosamente in quest’ordine) mi ha rapito il cuore. La storia è ambientata nella città di Luthadel, la Capitale dell’Impero, e ho apprezzato molto i vari spezzoni dedicati ai rapporti tra le diverse caste e sui loro i rapporti sociali, sull’economia dell’impero che è legata a filo stretto con la magia allomantica e su come il Lord Reggente governi sul mondo. Le parti in cui Vin prende confidenza con i suoi poteri, le chiacchierate con Kelsier e il comprendere piano piano da parte di entrambi che no, il mondo non è solo bianco o nero, e che ci possono essere delle brave persone anche tra chi abbiamo sempre odiato, sono sicuramente le mie preferite.
“Io sono la speranza”
Sono poche parole, e non è certo una citazione poco usata nel fantasy, ma resta comunque una delle mie preferite e tra le più forti che ho letto ultimamente.
Se devo trovare un difetto in questo libro, mi sembra che il finale sia fin troppo rapido, ma evito gli spoiler e ne parlerò volentieri con chi lo ha già letto. Io al momento sono ferma al primo volume, quindi mi chiedo se la mia opinione non sia legata a questo: per il momento il giudizio è sospeso, ci risentiamo quando li avrò finiti tutti e tre!
Disgressioni sulla trama a parte, il vero motivo per cui scrivo questo post è perché spesso mi sento intimorita nell’accostarmi a scrittori o scrittrici famosissimi, come se debbano per forza essere lontani dal mio gusto, e da me, solo perché molto conosciuti.
A parte il ricordarci sempre che no, non esiste la “Polizia dei Libri” e che no, nessun autore famoso verrà mai a importunarci perché non abbiamo ancora letto tutte le sue opere, trovo molto buffo che il mio cervello debba automaticamente accostare l’essere molto conosciuti a livello di scrittura con il “sarà sicuramente molto commerciale.” Dove per commerciale sottintendo scritto male. Quindi lo scrivo qui, a futura memoria mia e degli altri, sperando di essere meno giudicante in futuro e più disponibile a provare cose mai lette prima, perché è stato bello essere smentita e spero che possa succedere con qualsiasi libro e autore famosi.
Quindi nel 2025 metterò finalmente fine alla mia eterna lotta contro i Terry Brooks, che non ho mai letto, ma che guardo con sospetto perché si? Non faccio promesse, ma mai dire mai!
Vi aspetto nei commenti o nei vari DM se volete parlarmi di Sanderson, voglio sicuramente continuare la saga quindi credo che parleremo ancora a lungo di questo scrittore!
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