Ormai l’avete capito: quando parlo di danmei, nove volte su dieci é un’opera di Preist che anche a questo giro si è confermata essere la mia scrittrice preferita all’interno di questo genere

Per chi non sapesse cosa sono i danmei, qui trovate un piccolo ripasso.

A differenza di altri titoli più famosi come Mo Dao Zu Shi, questa volta siamo nella Cina dei giorni nostri e non ci sono elementi magici. Insomma non più “wuxia” ma noir e thriller, con la consueta storia d’amore tra i due protagonisti maschili o non sarebbe un danmei.

Cinque casi, tutti diversi ma stranamente collegati tra loro, e con il bizzarro coinvolgimento, ogni singola volta, di un giovane erede di una florida azienda familiare Fei Du. A risolvere gli enigmi (e l’enigma che costituisce Fei Du), troviamo il capitano della polizia investigativa Luo Wenzhou.

Il dinamico duo si farà strada tra complotti, esplosioni e inseguimenti cinematografici che vi terranno incollati alle pagine.

Ogni caso che i nostri amici devono risolvere porta il nome di un protagonista o di un opera della letteratura classica a cui le vicende si collegano: il rosso e il nero, lolita, i fratelli Karamazov e Il conte di Montecristo ci guideranno alla scoperta dei lati più bui del genere umano, della vendetta e di cosa si é disposti a diventare pur di ottenerla.

I traumi che subiamo da bambini fino a che punto possono definirci come adulti? E fino a che punto le nostre azioni sono giustificate dal male che ci é stato fatto?

Priest non va mai giù leggera nei contenuti, anzi, eppure riesce a non glorificare o romanticizzare nessuno degli aspetti più pesanti del romanzo. La storia d’amore tra i due non è mai esplicita (l autrice preferisce sempre usare il fade black) e non ruba spazio alla storia principale, anzi, la completa perfettamente lasciandovi una voglia matta di saperne di più.

Bonus: “mio padre e il gatto che non voleva” che riassume perfettamente il loro rapporto, e si, ci sono anche i gatti! (E che gatti!)

Come ho detto, la storia è ambientata nella Cina contemporanea, dove l’omosessualità non è più reato ed è stata anche declassata dall’elenco delle malattie mentali ma questo non significa che sia ben vista o che sia tutto rose e fiori per le persone queer e nel romanzo questo viene evidenziato più volte. Non viene neanche risparmiata una critica a determinati aspetti della società cinese (città vs campagna, pressione esagerata dei genitori sui figli, etc.) ma, a differenza di un opera occidentale, vengono fatte passare sullo sfondo, come commenti da parte dei personaggi o elementi della storia. Questo non deve però farvi pensare che non ci sia una protesta o che vada bene cosi: é semplicemente un modo diverso dal nostro di effettuare una critica sociale.

Se vi piacciono le storie di suspance/thriller questo potrebbe essere il vostro ingresso perfetto nel mondo dei danmei.

Per la lista completa dei trigger warning potete cliccare qui.

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