Cose da fare nella vita: dare sempre ragione a Julia Sienna di Gainsworth
Mi aveva detto più volte quanto era bello il libro di Carlo Vincenzi. Lo aveva detto e ridetto, ma io all’inizio ero perplessa perché al epic fantasy guardo sempre con sospetto anche quando si mischia con un poco di dark come in questo caso.
Scusa Julia, non lo faccio più.
“Dammi un fiume di sangue” esce per Gainsworth ed è bellissimo. Bene, fine della recensione, andate, comprate, leggete e venite a parlarne con me.
Non vi basta? volete anche sapere di cosa parla? Oh, ma che pretese!
“Dammi un fiume di sangue”, scritto da Carlo Vincenzi, ci trasporta in un mondo post Cataclisma, dove le Alte famiglie di Alioth si sono barricate nelle loro residenze per lasciare la gente comune in preda al terrore: dal cielo piove acqua salata e strani mostri si aggirano nel buio, divorando i poveri malcapitati che incontrano sul loro cammino.
La società è allo sbando, e l’umanità sta iniziando a scricchiolare,e non solo in senso di “quantità di persone vive.”
Ma cosa ha portato ad una devastazione del genere? Nessuno sembra saperlo, men che meno Hein e Dèa, lui Marchiato con il dono della velocità e lei mortuaria (becchina).
Uno benedetto da Adonai, il cui potere lo porterà a combattere nell’Arena per risolvere le dispute delle Alte Famiglie, mentre l’altra ricompone chi ha lasciato la sua vita ad Adonai.
Fratello e sorella, legatissimi tra di loro, eppure completamente diversamente tra loro : se lui è un sognatore idealista, sempre pronto a scherzare e a vivere di grandi gesti (che spesso gli si ritorcono contro), lei ha una determinazione di ferro, ed è pronta a tutto per difendere le persone che ama.
Hein e Dèa non sono soli nella loro battaglia: un gruppo di alleati e di nemici li segue nelle loro peripezie, dando spessore al tutto e aiutandoci a capire meglio i due protagonisti e le scelte da loro fatte.
Il tema della scelta, del difendere la propria umanità (ma anche cos’è, questa umanità, e cosa ci differenzia dai mostri che stanno dominando l’Impero) ritorna più volte nel libro, e a ogni capitolo mi è sembrato di avere la risposta giusta, di essere sicura della mia opinione, salvo poi ricredermi nelle pagine successive. Questo motivo da solo basterebbe per definirlo un ottimo libro, ma capisco che vi serve ancora qualche informazione extra.
Facciamo i recensori seri: con atmosfere che spaziano da Lovercraft a Berseck con un qualcosa che mi ha ricordato anche Mistborn di Sanderson, Dammi un fiume di sangue” è un viaggio in un mondo orribile, dove ogni azione che compiamo ci obbliga a scegliere ancora e ancora, spesso per cose più grandi di noi, sperando di aver preso la giusta decisione.
Il salto temporale tra il passato e il presente in cui si sono ritrovati a vivere i due protagonisti vi riempirà di curiosità, senza però confondervi o riempirvi di informazioni, ma dando il giusto incentivo per andare avanti e scoprire perché, si è arrivati a un certo punto della storia.
Insomma che vi piaccia il genere o, come me, lo guardiate sempre con sospetto, “Dammi un fiume di sangue” è un libro che non lascia indifferenti e che vi consiglio di recuperare quanto prima, sperando di incappare nella benevolenza di Adonai!
(Ringrazio Gainsworth per la copia digitale in omaggio, vado a scrivere cento volte “Julia Sienna ha sempre ragione” come merita.)
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