Matteo Carboni si strofinò le mani, felice come non era mai stato in vita sua: lo scoop che si aspettava da anni era finalmente li! Ed era enorme! Non solo il giacimento era stato scoperto in quel quartiere, nella periferia che seguiva lui per il giornale locale, ma adesso anche quelle robe strane! E tutto lì, alla sua portata di mano.

Certo, al momento non poteva trasmettere all’esterno nulla, ma neanche gli altri potevano entrare, e la bolla non sarebbe durata per sempre! Doveva solo far pubblicare i suoi articoli e poi avrebbe guadagnato fama e gloria. E soldi. Tantissimi soldi. Ma per rendere realtà il suo sogno occorreva prima fare una visita al suo poliziotto preferito, nella speranza che gli garantisse qualche scoop gustoso.

Si avviò a piedi verso Piazza Baldissera, percorrendo via Stradella: quella che un tempo era stata una della vie più trafficate della zona, ora era immersa in un silenzio surreale, anche se ufficialmente, tutto funzionava e niente era stato bloccato, con la parola d’ordine “normalità” in bocca a tutte le (poche) cariche rimaste in zona. Ovviamente, era chiaro a tutti che non c’era un bel niente di normale in quella situazione!

Mano a mano che si avvicinava alla piazza, la situazione diventava sempre più surreale: la voragine da cui erano uscite le cose era bella grossa, e intorno erano stati schierati diversi mezzi di polizia ed esercito. In alto, nel cielo, si intravedeva un riflesso arcobaleno, una rifrazione che ricordava a tutti la presenza della bolla.

Un soldato gli intimò l’alt, e lui mostrò il tesserino: “Sono della Stampa, cerco l’agente Carambola.”

La faccia del soldato rimase dura e inespressiva, e per un attimo Matteo temette di non riuscire a passare, poi qualcuno imprecò rumorosamente da dietro le spalle del soldato, e un agente in tenuta antisommossa si avvicinò: “lascialo passare, ne rispondo io” Disse, alzando la visiera.

Il soldato lo guardò male ancora per qualche secondo, poi si spostò di qualche centimetro, lasciandolo avvicinare al perimetro.

Matteo lo ringraziò con il suo miglior sorriso, salutandolo con la mano.

Il poliziotto che ci teneva tanto a vedere non la pensava come lui, e non si fece problemi a dimostrarglielo afferrandolo per un braccio e trascinandolo con sé in disparte.

“Sono in servizio” sibilò in tono tagliente.

Matteo liberò il braccio, scuotendolo per riacquistare la circolazione.

Intuendo che il suo amico non era ben disposto, decise di giocare d’astuzia, e lo premiò con un sorriso ammiccante: “certo, ti ruberò solo qualche secondo per una dichiarazione veloce” gli disse, avvicinandosi a sfiorargli la divisa.

Zefiro lo prese di nuovo per il gomito, allontanandolo ulteriormente dai colleghi.

“Sei impazzito a venire qui? Potrebbero…”

“Fare cosa? Ah ho capito, vuoi giocare al poliziotto cattivo. Non è tanto il mio genere, ma se vuoi provare qualcosa di nuovo questa sera possiamo farci un pensierino”

“Smettila!” Ribatté Zefiro, rosso in tutta la superficie lasciata scoperta dalla divisa

Matteo ricominciò a ridere: “tranquillo, soldatino! Sono qui solo per motivi di lavoro, il tuo segreto con me è al sicuro!”

“Non ho nessun segreto!” ribatté stizzito Zefiro

“Certo, come no. E l’orecchino che mi hai rubato è al suo posto sul tuo padiglione auricolare, a urlare a tutti i tuoi colleghi cosa fai quando non sei in servizio. Comunque, non sono qui per discutere di noi, è davvero solo lavoro. Si può sapere che minchia sta succedendo lì dietro? Che vogliono quelle cose; ma sopratutto cosa sono?”

“No comment. Se il capo mi becca a fare dichiarazioni non autorizzate sono cazzi amari per me.”

“Capisco, quindi la cosa che ho visto volare sul tetto del supermercato di corso Grosseto era solo la proiezione di un enorme lucertola con le ali, va bene.”

“Te l’ho già detto: NO COMMENT!”

Matteo sospirò, accarezzandogli il buco vuoto all’orecchio, dove Zefiro indossava l’orecchino quando non era in servizio. Lo stesso orecchino che gli aveva rubato e che toglieva religiosamente prima di mettere piede in commissariato, ogni singolo giorno.

“Capisco, riproverò stanotte quando sarai tra le mie braccia”

Zefiro si strozzò quasi con la sua stessa saliva: Matteo ridacchiò, sapeva esattamente quali tasti premere per ottenere ciò che voleva e non si sarebbe fatto alcun tipo di scrupolo nel usarli.

“Okay, ho parlato con uno, o una, di quelle cose, non mi è ben chiaro se sono maschi o femmine.”

“Devo ingelosirmi?”

Zefiro continuò come se non lo avesse sentito: “non sono umani. parlano una lingua strana, a volte sembra dialetto piemontese, a volte sembra una lingua dell’est, ma con noi hanno sempre parlato in italiano perfetto.”

“Si, capisco il tuo stupore nel trovare qualcuno che sappia coniugare i verbi in Italiano, ma continua a non sembrarmi cosi incredibile.”

“La… persona o animale con cui ho parlato aveva i piedi da capra e le corna! Ne ho visti un paio volare e qualcuno dice che abbiano un drago nascosto nel buco! E sono sempre di guardia alla figura velata.”

“Dimmi di più sulla figura velata, è una donna o presunta tale?”

Zefiro rise istericamente, passandosi la mano sul volto stanco.

“Se lo sapessi, sarei già stato promosso a vice questore, non pensi? Però so che i militari la venerano, o una parte almeno. Secondo alcuni è la Vergine Maria reincarnata.”

“Uh, cattolicesimo, mi piace. Vende sempre bene in Italia, e poi? Cos’altro?”

“La tizia velata ha guarito uno dei carabinieri che aveva preso una storta!”

“Utile ma poco memorabile. Cosa li rende davvero magici?”

Zefiro sospirò, incapace di trovare una risposta.

Già, cosa li rendeva magici? Non lo sapeva neanche lui. Sapeva solo che fate, satiri e tutte le creature magiche erano apparse in quella piazza dove fino a qualche giorno prima la cosa più magica che avesse mai visto era un pomeriggio senza ingorghi, mentre ora sembrava una fiera del fumetto.

“Non lo so, ma credo che siamo solo agli inizi”.

3 Dicembre ->

3 risposte a “Le 24 giornate prima di Natale: 2 Dicembre”

  1. Avatar massimolegnani

    ti chiedo scusa, approfitto di questo spazio per parlare di un altro tuo racconto che mi è molto piaciuto ma che non ammette commenti: Di rivolte e di rivoluzioni. L’ho trovato veloce, spumeggiante nelle battute, molto amaro nella conclusione sotto una patina di allegra ironia.

    complimenti

    ml

    "Mi piace"

    1. Avatar eleghighi

      Ciao, perdonami per il ritardo! Non so come mai, ma da app non potevo accettare il commento e neanche rispondere! In ogni caso, grazie mille e spero di riuscire a intrattenerti anche con altre cose scritte da me! A presto!

      "Mi piace"

Scrivi una risposta a Le 24 Giornate prima di Natale: 3 Dicembre – Elelandia Cancella risposta