Come forse già saprete, ho una particolare ammirazione per la collana Intermundia di D Editore: la trovo fresca, con tante cose da dire, e soprattutto ben curata. (per le puntate precedenti clic qui e qui.)

Ho atteso quindi con ansia il nuovo volume della collana, e come ormai è tradizione, non mi ha deluso, anche se ammettere che io abbia capito completamente tutto al mille per mille sarebbe esagerato.

“Earthbound ” è il primo volume della saga dell’Impero Connettivo, scritto da Sandro Battisti, ed è inseribile nel genere del Connettivismo, una sperimentazione geniale che non disdegna di mescolarsi con scienza, speculazione sociale e punte di avanguardia. Credo che solo per questo valga la pena di leggerlo, ma se ci aggiungiamo la piccola introduzione da parte dell’autore in apertura del libro, vedrete che vi salirà la curiosità immediata, esattamente come è capitato a me.

Ora siamo al punto in cui giustamente mi chiedete di cosa parliamo, ed eccoci: Earthbound è il momento storico preciso, in cui sembra che tutto sia accaduto, e che pare essere alla base della nascita dell’Impero Connettivo, che domina lo spaziotempo. Ma cosa, effettivamente è accaduto? E, soprattutto, quando?

Tre piani di realtà cercano di rispondere a questa domanda: Italia Preistorica, con le vicende di un capo tribù, ricercatori in una Istanbul del futuro (apro una parentesi perché amo questa città, e veder ambientata qui una linea temporale mi è piaciuto molto, oltre al fatto che finalmente usciamo dall’americanizzazione a tutti i costi che spesso ritrovo nei romanzi di fantascienza, anche Europei) ed il principe, signore, di Nèfolm, capitale connettiva dove dimorano i postumani e su cui mi aspetto di ricevere un compendio di almeno sedici volumi perché sono piena di domande in proposito.

Sandro Battisti, decisamente non nuovo alla fantascienza italiana e neanche al Connettivismo, ci tiene con il fiato sospeso per tutto il romanzo, preferendo farci scoprire ciò che è successo/succede/succederà insieme ai suoi protagonisti: l’unico che sembra capire realmente qualcosa Totka_II, colui che domina l’Impero Connettivo e la città di Nèfolm, ma avrei paura a chiedergli spiegazioni. Credo che la mia confusione, il mio “non aver capito tutto” come ho scritto in apertura sia direttamente collegato alla struttura del romanzo, e quindi funzionale: come lettrice non trovo indispensabile possedere certezze assolute fin dalle prime dieci pagine, né penso sia un mio diritto avere un mondo che si dispieghi ai miei piedi, a volte (e questo è il caso) è meglio accomodarsi e godersi il viaggio, ovunque esso ci porti. E io non vedo l’ora di continuarlo.

Se volete unirvi a questo viaggio stratosferico, sul sito dell’editore lo trovate a un prezzo estremamente ragionevole insieme agli altri volume dell’editore, vi consiglio di approfittarne perché ne varrà davvero la pena.

4 risposte a “Earthbound – saga dell’impero connettivo”

  1. Avatar wwayne

    A proposito di fantascienza italiana, ti consiglio caldamente questo splendido libro: https://wwayne.wordpress.com/2021/05/01/scopriro-la-verita/. L’hai già letto?

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    1. Avatar eleghighi

      Di Carlo finora ho letto solo Ira Dei, e l’ ho apprezzato moltissimo! Segno in lista grazie

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      1. Avatar wwayne

        Su Amazon non risulta nessun libro dell’autore con quel titolo. Potresti darmi un link a cui posso comprarlo, per favore?

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      2. Avatar eleghighi

        Ti chiedo scusa, ho fatto confusione di titoli e di Carlo Vincenzi ho letto la sua ultima uscita per Gainsworth

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