Matteo sapeva che ben poche persone lo avrebbero preso sul serio, ma dalla sua esperienza come cronista sapeva bene quanto fosse impossibile che fossero tutti d’accordo con i fatati.

Decise di cominciare a sondare il terreno da una delle tante sale scommesse che c’erano nel quartiere: aveva molti contatti lì, e sperava di trovare terreno fertile.

Non era preparato, però, a ciò che vide: la sala scommesse era stata trasformata in un elegante salotto, accogliente e profumato.

Si diresse verso il bancone, dove sapeva di trovare il proprietario: “Tony che cazzo è successo qui?”

“Ué, Matté, è un sacco che non ti facevi vivo! Ti piace? Ho espresso un desiderio e le fate l’hanno esaudito!”

“Ma le slot, le scommesse…”

“Acqua passata, ormai non ci gioca più nessuno! Cosi è molto più interessante, vuoi vedere?”chiese,e senza aspettare una risposta lo condusse verso l’interno del locale.

Aprì la porta di una saletta, e una scarica d’aria li investi: “Qui si cavalca il vento. Era l’ex sala delle corse dei cavalli, ma non la usavamo più perché non si riesce a sapere nulla da fuori e poi che noia guardare gli altri cavalcare! Adesso si scommette su se stessi: puoi scegliere tu l’importo, va da un capello a un pezzo del tuo corpo, se vinci lo migliori, se perdi…beh, dipende da chi ha scommesso contro di te!”

“Cosa succede se perdi?” chiese lui, con occhi sbarrati.

“Ma si, il solito, niente di peggio rispetto a perdere soldi che non avevano no? Almeno cosi fanno più attenzione, e se perdono dipende davvero solo da loro!”

“Sei pazzo? e la polizia?”

Tony rispose con un’alzata di spalle: “a loro non importa, è tutto in regola. i partecipanti firmano uno scarico di responsabilità. Sono tutti più contenti, sai? anche le mogli! Questi fatati sono stati proprio un dono del cielo!”

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Una replica a “Le 24 giornate prima di Natale: 14 Dicembre”

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