Chiudiamo l’anno in bellezza con due libri di China Miéville, ormai da anni sul podio dei miei autori preferiti e che é sempre un piacere ritrovare.

“Il libro dell’altrove” è un riuscitissimo lavoro a quattro mani composto da China e Keanu Reeves, si proprio lui, l’attore.

Le cose sono andate cosi: Keanu ha scritto (ormai qualche tempo fa) una serie a fumetti intitolata BRZRKR, e ha poi pensato a chi gli sarebbe piaciuto vedere interpretare il suo personaggio, Unute, e ha tirato fuori uno dei suoi scrittori preferiti. E lui ha accettato.

Questo vuol dire che io e Keanu abbiamo una cosa in comune, ah no scusate stavamo parlando del libro.

Come dicevo, é il sogno di molti che diventa realtà, ed è per noi una ghiotta occasione per leggere un China leggermente diverso dal solito, più focalizzato sull’azione, ma pur sempre immenso nei suoi ragionamenti filosofici e anche politici. La trama segue le tracce di B. o Unute, a seconda di chi lo chiami; ottomila anni di storia e innumerevoli morti mai definitive alle spalle, vorrebbe morire sul serio ma non è ancora in grado di farlo. Per questo motivo accetta di farsi studiare da un reparto segreto dell’esercito, nella speranza di trovare una cura alla sua immortalità.

Unute é figlio del fulmine, nulla può contenere il suo Berserck e a farne le spese sono spesso sia i suoi alleati e sia i suoi nemici, e noi lo seguiamo attraverso diversi momenti della sua vita, tra lutti per ciò che la sua condizione crea e quello che comporta per coloro che lo accompagnano per qualche stagione.

Cosa vuol dire rinascere infinite volte e sapere di non poter morire?

Lo stile di China Miéville si piega a mille esperimenti diversi, uno per ogni personaggio o per momento storico legato a Unute eppure non risulta cacofonico e non perde mai di vista la rotta. C’è azione, (molto) sangue ma anche molte riflessioni sul concetto di immortalità, su cosa voglia dire perdere completamente il controllo di sé e sul prezzo da pagare per tutto questo.

Bonus: molti personaggi, tra cui Unute, vanno in terapia, se però questo per loro è un bene o un male lascio a voi il compito di dirmelo dopo aver letto il libro.

In contemporanea a questa lettura, complice Cactus_Elle e le sue scoperte in biblioteca, ho iniziato “Gli ultimi giorni della nuova Parigi” sempre del nostro China. Che dire, oltre a Wow. Se “Il libro dell’altrove” mi è piaciuto come apprezzo un film d’azione con una buona scrittura e qualche momento filosofico, “Gli ultimi giorni della nuova Parigi” é semplicemente un piccolo capolavoro di narrativa weird.

Potremmo riassumerlo molto banalmente cosi: “Nella Francia della seconda Guerra Mondiale occupata dai nazisti, viene sganciata su Parigi una “bomba S” che fa avverare tutti i disegni e dipinti realizzati dai surrealisti sotto forma di creature gigantesche, distorsione di tempo e realtà. Il resto è storia.”

Non era sicuramente facile immaginare un mondo del genere, come non era facile dare una forme alle opere d’arte e descriverle mentre si muovono per Parigi, ognuna con un suo scopo e ognuna perfettamente inutile a suo modo senza inserire anche le immagini (che non so se nella versione originale ci siano, onestamente o se é solo questione di edizione italiana) ma vedrete che China non vi deluderà.

Siamo abituati a studiare il surrealismo come un semplice movimento artistico, ma ha una sua componente politica che urla alla ribellione e al rifiuto dell’ideologia borghese e fascista fin primo dopoguerra: tra cadaveri squisiti, Manif (le manifestazioni surrealiste) e armi surrealiste che sparano opere d’arte troveremo Thibauld, il protagonista del libro e forse l’ultimo del movimento ancora rimasto nella Nuova Parigi, che ci insegna a rimanere sempre in piedi, a combattere fino alla fine pur di mantenere la bellezza, per quanto folle e insensata possa essere.

Se dovessi fare una classifica forse questo libro mi é piaciuto di più rispetto a “Il libro dell’altrove” ma è sicuramente relativo dei miei gusti: quello che vi consiglio è di leggerli entrambi, anche se non per forza di seguito come ho fatto io.

Sono entrambi una buona porta per il mondo di China Miéville e sarà un viaggio che non vi deluderà, promesso.

2 risposte a “Due libri di China Miéville”

  1. Avatar Fosca Topazia

    Dai, facciamo che il 2026 è finalmente l’anno in cui leggo qualcosa di Mieville.

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    1. Avatar eleghighi

      Sono molto molto felice

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