“A me le guardie!” è un libro del 1989 scritto da Terry Pratchett ed è l’ottavo ambientato nel Mondo Disco e voi dovete leggerlo.

Ciao, nel caso non siate passati da Instagram e vi chiediate cosa sia tutto questo, Maggio è il mese dedicato a Terry Pratchett, scrittore fantasy nonché mio vate supremo. Perché Maggio? Perché “Night Watch”, sesto libro del Ciclo della Guardia Cittadina di Ankh-Morpork, è ambientato in queste mese e gli eventi si concludono il 25 di Maggio. Il glorioso 25 Maggio, prego. Ma non siamo qui per parlare di questo, anche se ci arriveremo a suo tempo.

“A me le guardie!” narra le vicende della guardia cittadina di Ankh-Morpork, ed è dedicato a tutte quelle nobile figure che, quando qualcuno urla <GUARDIE!> vengono passate a fil di spada dall’eroe in quattro e quattr’otto. In questo caso, invece, sono loro i protagonisti e che protagonisti, aggiungo io.

«Potete chiamarli Guardie di Palazzo, Guardie Cittadine o Guardie e basta. Qualunque nome abbiano, in ogni opera di genere fantasy-eroico il loro scopo è lo stesso: più o meno al capitolo 3 (o dopo 10 minuti di film) irrompono nella stanza, attaccano l’eroe uno alla volta e vengono massacrati.
Nessuno chiede mai se sono d’accordo.
Questo libro è dedicato a quei nobilissimi uomini.»

La storia è semplice: una setta guidata da un improbabile Gran Maestro vuole rovesciare il Patrizio di Ankh – Morpork, Havelock Vetinari e sostituirlo con un Re. Tutto questo evocando un drago (di quelli grossi alla Smaug, per capirci) che non è d’accordo a farsi controllare da dilettanti del genere e ovviamente inizia a fare danni.

Sarà la nostra Guardia Cittadina (che in italiano viene tradotta come Guardia Notturna, e non suona cosi male leggendo il libro checché ne dicano i puristi della traduzioni) a dover combattere contro questa minaccia alla città, se non fosse che nel momento in cui si svolgono questi eventi sono rimasti solo tre, e fanno del loro meglio per tirare avanti senza troppi problemi, possibilmente fino alla pensione.

Conosciamo il Capitano Samuel Vimes, alcolizzato, illuso dalla vita e dal mestiere stesso di Guardia in una città corrotta come Ankh-Morpork, in cui persino il crimine è legalizzato e non sembra esserci posto per le persone buone (non che lui lo sia, però ha degli standard o almeno ci prova, ecco), e insieme a lui troviamo Fred Colon, l’equivalente del nostro statale per eccellenza, su cui puoi sempre contare per una ciambellina e un caffé ma non farlo lavorare sul serio, e il Caporale Nobby Nobs, l’unico a possedere un certificato che attesti la sua appartenenza al genere umano in tasca e che ruberebbe persino a sua madre, se solo avesse qualcosa da rubarle (In realtà lo ha probabilmente fatto. Più volte.) A questi tre sconfitti dalla vita, che cercano solo di tirare avanti, si unisce la nuova recluta, Carota Ironfoundersson, umano ma cresciuto dai nani sulle montagne delle Rampton, è il paladino per eccellenza. Carota è buono, semplice ed è il genere di persona che se si mettesse a cantare in mezzo alla strada tutti lo seguirebbero. è uno che crede nel mito della Guardia, ed è letteralmente impossibile non amarlo. Io non ci sono riuscita, e io detesto i buoni.

Oltre alle Guardie, troviamo un’allevatrice di Draghi di Palude con un lignaggio da far invidia alla Regina di Inghilterra, il Bibliotecario dell’Università Invisibile, dove studiano i maghi, trasformato in orango e che non ha intenzione di tornare umano, grazie molte e un ambientazione che si prende il ruolo di personaggio. Perché la città di Ankh-Morpork, dove è ambientato il ciclo di otto libri della Guardia Cittadina, ha un’insieme di regole, usanze e caratteristiche da farvi venir voglia di partire immediatamente per visitarla. Ecco, magari eviterei la zona delle Ombre ma per il resto è ragionevolmente sicura, sempre che abbiate pagato la vostra quota annuale alla Gilda dei Ladri.

Sono tantissimi gli argomenti che Pratchett tocca in questo libro, a partire da come viene di solito rappresentato il “personale di servizio” nei libri fantasy: sono coloro che vengono massacrati senza pietà dall’eroe mentre fanno solo il loro dovere, probabilmente cercando di portare a casa una pagnotta in mondi dove solo l’eroe è importante. Un ribaltamento degli stereotipi che ci porta a riflettere sulla natura della malvagità e del potere, e di cosa siamo disposti a fare come specie pur di ottenerlo. Cose molto brutte, a quanto pare, visto che persino il Drago non approva. Eppure, si trova anche spazio per l’amore, di quello che rimane quando la magia finisce e si torna alla normalità di tutti i giorni. Ciliegina sulla torta, a mio personalissimo parere, è il rapporto tra i membri della Guardia, e la loro crescita personale.

Non sottovalutate mai l’impatto di un ragazzone alto due metri e cresciuto in una miniera di nani su un gruppo di disperati come è la Guardia Cittadina, specialmente se il suddetto ragazzone rimane rispettoso e rispettabile nonostante tutti gli sforzi della città nel corromperlo.

“A me le guardie!” ci fa capire che a modo nostro tutti quanti possiamo fare la differenza per cambiare le cose, dobbiamo solo avere il coraggio di farci avanti e non lasciare che tutta la cattiveria e la meschinità quotidiana abbiano la meglio. Un compito dannatamente eroico se permettete.

Ps: lo trovate in italiano sia edito da Salani sia in versione fumetto per Kappa Edizioni. E ora via, a leggere!

4 risposte a “Pratchett mese: “A me le guardie!” e il personale di servizio dei libri fantasy.”

  1. Avatar yaxara

    Mezione d’onore alla traduzione anche per Fratello Cessaiolo.

    "Mi piace"

    1. Avatar eleghighi

      MAMMA MIA!! La setta è qualcosa geniale, io rido solo al pensiero e alla parola d’ordine 😂

      "Mi piace"

  2. Avatar Pratchett mese: “Night Watch” e il noi del passato. – Elelandia

    […] nostro appuntamento settimanale con Terry Pratchett! La scorsa settimana abbiamo parlato di “A me le Guardie!” il primo della otto… etta… del ciclo delle guardie. Oggi invece è il turno di […]

    "Mi piace"

  3. Avatar Il ciclo della guardia cittadina – Elelandia

    […] che organizza i topi delle segrete del Palazzo per farsi portare da mangiare. Ne ho parlato bene qui.”Jingo” ha segnato il mio ingresso nell’antro oscuro della crack ship […]

    "Mi piace"

Lascia un commento