Complice il caldo, e il fatto che giaceva sul mio comodino da tempi inenarrabili, ho deciso di leggere finalmente “Angels Before Man”, retelling queer della caduta di Lucifero che sulla carta doveva essere la mia nuova ossessione, e invece è stata un’occasione sprecata.
Doverosa premessa: se scritti bene, non ho nulla contro i retelling, anzi. In un periodo storico in cui la Disney va avanti a live action, vogliamo davvero criticare un povero scrittore per voler scrivere la Bibbia in chiave queer? Io dico di no, anzi, poteva essere una cosa interessante. Ma cosa è andato storto?
Credo tutto, ma cercherò di fare ordine e parlarne con raziocinio, invece di lamentarmi al grido di “Americani”.

Attenzione: se siete credenti, forse questi contenuti potrebbero offendervi. Spero di no, e siete liberi e libere di continuare o meno con la lettura del mio post ma come sempre vi invito a leggere responsabilmente.
Parto dall’inizio (potrei fare qualche spoiler) : il libro ripercorre la storia della caduta di Lucifero, quindi assistiamo alla sua nascita e lo seguiamo nella sua vita di angelo fino alla sua parabola discendente. Io l’ho letto in versione originale, comprandolo usato su Amazon, e ha una copertina bellissima mentre sulla prosa dovete aspettarvi uno stile molto aulico, con un sacco di termini arcaici (forse per riprendere lo stile della Bibbia?) e un quintale di metafore, che attenzione, non è male o “brutto” ma deve piacervi questo tipo di scrittura.
L’inizio è molto lento. Estremamente lento, si prende il suo tempo per descriverci il Paradiso come una città bellissima, in cui gli angeli vivono felici e contenti svolgendo il proprio compito. Gli angeli sono tutti gay maschi e vivono insieme in case chiamandosi “brother” tra loro. é tutto molto sensuale, languido e pacifico, tanto da chiedermi se prima o poi troverò le scene forti da cui autore e lettori precedenti mettono in guardia.

Ora, tolta la prima impressione su questo posto che pare una confraternita da college americano, il primo scricchiolio nella lettura l’ho avuto proprio con la caratterizzazione di Lucifero: personalmente ho sempre trovato interessante questo personaggio (tanto da farmi vedere tre e dico tre stagioni di Lucifer e sappiamo tutti come NON sia certo un prodotto culturale notevole tranne forse per le scene in cui l’attore principale è nudo), nel libro di Rafael Nicolas l’unica cosa che ci viene detta su di lui è che è bello, è l’angelo più bello del Paradiso, non ha altro scopo che essere bello ed è bello bello in modo assurdo, ripetuto circa ogni riga per settordici capitoli di fila (suona pure il flauto dolce, quindi direi che gli elementi per la dannazione c’erano tutti).

A questo punto potreste dirmi che è un mio problema con l’interpretazione dell’autore a proposito del personaggio di Lucifero,e avreste anche ragione, ma le crepe non si fermano alla caratterizzazione del personaggio principale.
Procedendo nella lettura conosciamo finalmente Dio, descritto a volte come entità astratta che tutto può e sa, a volte quasi come un essere umano, e per lui vengono usati i pronomi maschili sia femminili (passando da “he” a “she” più volte senza che questo venga mai giustificato o spiegato) e spesso quando manifesta il suo lato crudele usa proprio i pronomi femminili.
Non ho nulla contro i personaggi femminili (o non binari, essendo un concetto astratto può usare tutti o nessun genere) negativi, ma voglio che ci sia un motivo, un movente: se Dio deve essere folle di gelosia perché Lucifero vuole più bene a un altro che a lui (anche qui, concetto interessante e con un sacco di potenziale) questo atteggiamento andrà giustificato con una sequenza precisa di azioni che andranno a creare il climax con l’inevitabile risoluzione (scontro) finale. Se vuoi scrivere un libro pieno di angoscia e rapporto genitore-figlio complicato, mi devi accompagnare nel percorso, mentre qui sembra che succedano cose tra una corsa di bighe e un incontro di wrestling, o tra il sorseggiamento di vini esotici e un inno di lodi.
Lucifero si affeziona a Michael (anche qui, dal nulla, complice uno sguardo in mezzo alla folla), e dopo due carezze e un bacino Dio decide che è troppo e che Stella del Mattino va punito. Che, ripeto, avrebbe anche senso, ma perché lui si e gli altri due miliardi di angeli che passano il tempo a strusciarsi gli uni sugli altri no?

A tutto questo, aggiungo IL problema che mi ha fatto dire più volte “no, Dio, io esco”: la mancanza del percorso che porterà Lucifero ad emanciparsi definitivamente dal suo creatore, e la totale mancanza di motivazioni che porteranno gli altri angeli a seguirlo nella sua ribellione.
Nei discorsi faccia a faccia che l’angelo ha con Dio non ho trovato la fiamma che giustificasse una ribellione come quella che sappiamo avverrà: c’è sicuramente una presa di coscienza da parte di Lucifero suo essere un mero strumento, un oggetto bello da ammirare (ho già detto che è bello?), e utilizzare a piacimento dal suo creatore, ma non ci ho letto nulla che mi aiutasse a capire il passo successivo, né qualcosa che giustificasse poi la ribellione degli altri angeli.
L’unica motivazione fornita è che lui è bello, che riesce ad attrarre tutti con la sua bellezza e gli viene naturale manipolare le persone e farsi seguire nelle sue imprese pur di compiacerlo. Mi spiace, ma per me questa non è una motivazione valida, sempre per il discorso del percorso di creazione del climax di cui sopra: non ti svegli un mattino e segui il primo che passa solo perché è bello e vuole essere Re al di sopra di Dio.
Nella trama una delle motivazioni usate è l’amore che gli altri angeli hanno per lui, amore completo e carnale, tanto che lo adoreranno del tutto dopo che hanno compiuto un’orgia tutti insieme: personalmente non patisco questi generi di contenuti ed è anzi la motivazione più vecchia del mondo, ma ho bisogno che mi venga esplicitato , e non nascosto dietro un quintale di metafore per abbellire quello che è un mero gesto d’amore.

Insomma speravo fosse amore, invece era un calesse, e questo nonostante non sia un libro brutto nel senso stretto nel termine: si vede che l’autore si è impegnato molto e che ha significato molto per lui questa scrittura. Forse la mia idea di partenza era sbagliata, complici vari post e recensioni al riguardo che potrei aver interpretato male, però io vi prego in ginocchio: se mai decideste di fare un retelling della Bibbia il “ho fatto catechismo da piccolo e la suora mi ha traumatizzato a vita quindi adesso mi vendico facendo fare le capriole agli angeli nudi” non è una motivazione valida per scriverlo.
Scusa Rafael, non sei tu, sono io.
PS: se lo comprate perché sperate nel gore, cascate male.
P.P.S.S. : tutto questo poteva essere riassunto in “americani”, perché credo sia davvero una lettura destinata ad un pubblico con una sensibilità diversa da quella che posso avere io e la media dei miei coetanei, cresciuti in Chiesa con le storie dei santi che mangiano in testa a molte opere etichettate come “gore”.
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