Mentre scrivo questo post, l’estate del 2026 è appena iniziata, e “La notte del capro” è finalmente disponibile per gainswhort.
Dico finalmente perché é uscito per la prima volta dieci anni fa, ma la sua riedizione è fresca come il ghiaccio che spero si formi presto nel mio freezer: scritto da Marco Secci, questo titolo è un noir di fantapolitica che, ahimè, non pare cosi tanto fantasiosa ma ben radicata nella nostra realtà.
Saul è uno scrittore famoso che , una sera, per sbaglio o forse per volontà sua, non si volta dall’altra parte e scopre che la parte piu brutta degli esseri umani è viva e vegeta, e si prepara ad attaccare. é difficile continuare a fissare lo sguardo quando tutti ti dicono di non farlo, ma Saul non demorde e scoprirà un qualcosa di orribile, che lotta per tornare alla luce del sole.
Nella notte del capro tutto può accadere, tutto ciò che è già successo può succedere di nuovo: quante volte avete sentito inneggiare al “uomo forte” a qualcuno che “dia una bella ripulita” nel corso della vostra vita? Io troppe, e per la maggior parte dei giornali italiani sarei considerabile ancora come una giovane promessa probabilmente. In questo libro, qualcosa del genere potrebbe accadere, ma sarà il dovere degli uomini giusti, di chi non si volta dall’altra parte, impedire che tutto accada di nuovo.
Tra complotti, sette, e forze oscure, questa lettura vi farà dubitare che esistano uomini buoni, e forse fa bene: nella banalità del male, Hanna Harendt scriveva che
E’ nella natura delle cose che ogni azione umana che abbia fatto una volta la sua comparsa nella storia del mondo possa ripetersi anche quando non appartiene a un lontano passato.
Per fortuna nostra, però, Saul non perde mai il suo cappello, e neanche la voglia di lottare contro i giganti.
Tra tutte le motivazioni che mi hanno fatto amare questo libro, c’è sicuramente il fatto che, pur essendo un noir e ne riprenda quindi meccanismi e archetipi, non scade mai nello stereotipo. Anche quando un personaggio rappresenta quella che è la classica femme fatale del noir, riesce sempre a farci guardare oltre, a dargli spessore. Ogni personaggio e ogni fatto ha un ruolo e nulla è lasciato al caso o è superfluo, come d’altronde non può accadere in un bel noir che si rispetti, e sono felice che abbia mantenuto le sue promesse.
Menzione speciale per i personaggi femminili: non capita spesso di trovare personaggio così complessi, così difficili da rappresentare ma allo stesso ben scritti, e quando capita è veramente un gioia rara.
Per quanto riguarda la parte di fantapolitica, è così reale da spaventare o da ricordare tutto ciò che cerchiamo di dimenticare della nostra storia passata, come il fallito colpo distato organizzato da Junio Borghese degli anni ‘70, o i vari tentativi che si sono susseguiti in tutta Europa negli anni successivi, per terminare con il nostro periodo della tensione, e gli anni ‘90. Non me ne vogliano storici o altri esperti del mestiere, ma secondo me lo scenario immaginato è coerente, e ahimè anche plausibile. Roba da brividi, e non estivi.
Ultimo aspetto ma non per importanza: la capacità di strappare un sorriso amaro al lettore nel momento in cui identifico me stessa e l’intera società italiana nei meccanismi che Marco descrive. Non so se possano capirlo così in fondo come noi, questo libro all’estero, ma spero di sì, perché l’essere cattivi è fenomeno che accomuna tutti gli esseri umani, purtroppo.
Se vi ho in qualche modo incuriosito, potete trovare questo libro sul sito della sua casa editrice, e anche online, ora andate e leggetene tutti.

P.S: il danno emozionale prodotto da questo libro è molto alto, specialmente perché si macchia di omicidio plurimo di personaggi secondari preferiti.
Che il tribunale pronunci la sentenza, io mi limito a lanciare l’accusa!
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